LUK, LUCAE, LUCCA, TRA STORIA E LEGGENDA   l’anfiteatro romano14714805_1076377729128139_6222231491602951201_o

L’anfiteatro nasce nel periodo romano, fuori dalle mura che erano in via Nuova o via Mordini se preferite, dove proprio in quella via passava un ramo dell’Auser, odierno Serchio, e proprio per questo quella via ha un percorso leggermente curvo.
Non era proprio come quello di oggi, dovete pensare ad un anfiteatro come l’Arena di Verona, come il Colosseo, più in piccolo naturalmente, ma che conteneva almeno 10.000 posti a sedere, almeno così si dice, quindi relativamente piccolo.
La fisionomia odierna la prende nel 1840 grazie all’architetto Nottolini, di Capannori, che aveva fatto e che farà altre opere in città, l’Anfiteatro fu costruito per volere di Quinto Vibio nel primo secolo D.C. E per il suo completamento che durò una decina d’anni pagò 100.000 sesterzi.
L’Anfiteatro era imponente e maestoso e faceva sfoggio dei meravigliosi marmi di Carrara, aveva 54 ordini di arcate e 24 gradoni, vi si tenevano corse di cavalli, combattimenti tra gladiatori, con le belve più pericolose.
Ma con le invasioni barbariche iniziò la sua decadenza, parziali distruzioni, tanto che i lucchesi ne adoperarono i marmi per le chiese di San Frediano, Sant’Alessandro e Santa Maria Forisportam (Santa Maria Bianca, ma Forisportam appunto perché fuori dalla porta est delle mura romane) e sulle sue rovine fu adattato un carcere all’incirca nell’anno 1000, le “Carceri del Sasso”.
Successivamente trasferite le carceri l’anfiteatro fu adibito a magazzino del sale e del nitro fino al 1800 quando divenne un mattatoio, un macello di carni e dietro suggerimento del Ridolfi il Nottolini riportò l’anfiteatro ad una condizione più consona al suo nome, vennero tolti da dentro gli orti che erano nati nel tempo e fu lastricata e costruì abitazioni lasciando ai posteri quell’idea di anfiteatro che vi era stato secoli addietro e nel 1840 vi fu portato il mercato, di ogni genere, nel 1970 la riqualificazione definitiva che porta l’anfiteatro ad essere una delle più belle piazze esistenti.
Nella foto, che non è l’Anfiteatro di Lucca bensi di Pollenzo una cittadina piemontese, ma quasi identica nella struttura, l’evoluzione del nostro anfiteatro è pressoché uguale.

DI EZIO LUCCHESI

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