Luigi Di Maio dopo il secondo incontro con Fico: “Siamo pronti per metterci al lavoro col PD”

La delegazione di M5S è stata nuovamente ricevuta dal Presidente della Camera Roberto Fico.

Luigi Di Maio in conferenza stampa

La delegazione del Movimento 5 Stelle ha tenuto oggi un incontro di 40 minuti con il Presidente della Camera Roberto Fico, a due ore di distanza dalle consultazioni col Partito Democratico. All’incontro, come accaduto anche due giorni fa, si sono presentati Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

Ecco cosa ha riferito ai giornalisti, al termine dell’incontro, Luigi Di Maio:

La prima cosa che vorrei dire, visto che in questi giorni di legge tanto di alleanze e si dice tanto sulle alleanze, secondo me dobbiamo abbandonare il vocabolario della Prima e della Seconda Repubblica. Questa è la terza Repubblica, qui non ci sono alleanze tra le forze politiche. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e, invece, fanno un passo in avanti i cittadini con i loro problemi e i loro temi. Quello che stiamo cercando di fare qui è mettere al centro le questioni non risolte da 30 anni e cominciare a risolvere.

Abbiamo il 32%, non siamo autonomi e quindi stiamo cercando di portare a casa un buon contratto di governo al rialzo. Non un compromesso al ribasso, ma un contratto al rialzo che possa risolvere i problemi degli italiani.

Ora l’interrogativo è questo: ai cittadini interessa avere, per quanto riguarda i 10 milioni di poveri, un reddito di cittadinanza che consenta loro di integrare il proprio reddito fino al di sopra della soglia di povertà oppure che due forze politiche litighino per l’eternità? Ai pensionati interessa avere una pensione di cittadinanza che consenta ad una coppia di pensionati di arrivare a 1170 euro al mese oppure che le forze politiche continuino i loro litigi, le loro opposizioni e le loro guerre? Perché è questo l’interrogativo, qui stiamo cercando di mettere al centro i problemi delle persone, come abbiamo sempre fatto, senza pensare al tornaconto di partito e senza pensare al tornaconto del Movimento. Per noi il Movimento 5 Stelle al governo è ovviamente una novità assoluta, quindi se si formerà questo governo non sarà un governo di continuità col passato. Se si firmerà questo contratto sarà un contratto al rialzo, non un compromesso al ribasso.

Potevamo fare anche noi gli interessi di parte, potevamo fare come la Lega e scegliere di stare lontano dall’esperienza di governo, metterci lì e continuare a dire che le cose andavano male. Ma io non vedo l’ora di mettermi a lavoro sui 10 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà relativa, sui problemi legati al precariato dei giovani e dei meno giovani, la disoccupazione dei giovani e dei meno giovani, le pensioni, le tasse, le imprese, a tutti i problemi che ci sono da affrontare nell’ambito dell’Unione Europea, dialogando con le forze politiche europee e dialogando con gli altri Paesi europei.

Io capisco chi dice tra i nostri “mai col PD”, come capisco chi tra il PD dice “mai col Movimento 5 Stelle”, ma qui non si è mai trattato né di andare con la Lega in passato né di andare col PD. Qui si sta parlando non di negare le differenze, non di negare le divergenze, le profonde differenze che ci sono per storie politiche, per quello che è stato nel passato e per quello che è oggi nel presente. Stiamo semplicemente cominciando a ragionare in un’ottica che non è semplicemente degli schieramenti, ma del cominciare a dire che abbiamo questa possibilità di fare questa legislatura. Se si riescono a fare le cose, bene, se non si riescono a fare si torna al voto.

Io però chiedo uno sforzo e lo chiedo anche al Partito Democratico, nel senso che non si può chiedere al Movimento 5 Stelle di negare le battaglie storiche. Ho visto alcune dichiarazioni, non sto parlando della linea che ha dato il segretario Martina che ho visto e ho apprezzato. Non si può pensare una cosa del genere, come credo che non sia il caso di fossilizzarsi per difendere per partito preso tutto l’operato del governo degli ultimi anni. Io credo che dal voto dal 4 marzo siano uscite fuori delle richieste sui problemi dei pensionati rispetto alla legge Fornero, sui problemi del precariato rispetto alle leggi sul lavoro, sulle grandi opere inutili. E io spero che possa prevalere il buonsenso per mettersi a lavoro su questioni che sono venute fuori, anche sull’informazione. Dobbiamo ambire a che l’informazione possa essere più libera possibile ed è chiaro che dobbiamo fare qualcosa sia sulla governance della Rai, ma anche sulle tv private. Fa un po’ specie immaginare che Berlusconi, tuttora in questo periodo, utilizzando le proprie tv e i propri giornali, stia continuando a mandare velate “minacce” a Salvini e alla Lega qualora decidesse di sganciarsi. Io credo che sia arrivato il momento di metter mano a questo continuo conflitto di interessi che c’è sull’informazione in Italia. E credo che sia arrivato anche il momento di dire che un politico non può possedere organi di informazione in Italia.

Ci sono due possibilità: se si torna al voto credo che il Movimento 5 Stelle ne uscirà rafforzato, poi magari non è così, ma io ne sono convinto. Oppure capitalizzare questo 32% ora, che non è autonomo, e metterci a lavorare per il Paese. Non so come andrà, ce la metteremo tutta e spero che si possa scrivere un contratto all’altezza delle aspettative degli italiani e poi i nostri iscritti valuteranno.

Abbiamo detto al Presidente Fico che noi siamo disponibili per sederci al tavolo e iniziare a contrattare per il contratto e a mettere al centro i temi e riuscire nel più breve tempo possibile a far prevalere l’interesse degli italiani.

http://www.polisblog.it/post/391222/luigi-di-maio-secondo-incontro-con-fico-26-aprile-2018?utm_source=Facebook&utm_medium=link&utm_campaign=Facebook:+Blogo

Share