Lucca – Santa Zita, torna la fiera tanto amata dai lucchesi dal 23 al 27 aprile 5 giorni dedicati a fiori e dolciumi23-04-2022 / 27-04- 2022

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Santa Zita, torna la fiera tanto amata dai lucchesi: dal 23 al 27 aprile 5 giorni dedicati a fiori e dolciumi

Torna anche quest’anno dal 23 al 27 aprile (orario 9-20) nel centro storico di Lucca il tradizionalissimo appuntamento con la mostra mercato dei fiori e dei dolci di Santa Zita, uno dei momenti dell’anno più amati dai lucchesi. Cinque giorni che – a cura di Confcommercio e del suo Centro commerciale Città di Lucca – riempiranno di colori, esposizioni floreali e bancarelle che troveranno spazio in piazza Anfiteatro, piazza Scalpellini, piazza San Frediano e via Fillungo. Mentre nelle piazze San Frediano e Scalpellini ci saranno i giardini allestiti in collaborazione con Opera delle Mura, in piazza Anfiteatro i protagonisti saranno 11 espositori florovivaistici provenienti da varie zona della provincia di Lucca, ma anche da Verbania o in un caso addrittura dall’ Olanda, che metteranno in vendita ed esposizione piante, piante da frutto, fiori, semi, bulbi, peperoncini e tanto altro. Lunedì 24 alle 10,30 è previsto il giro delle autorità e inaugurazione della manifestazione con scelta del banco più bello e particolare. Tutti i giorni presidio di Unicef con la nuova attività di pesca di beneficenza con piante e fiori messi in palio dagli stessi espositori. Sul sito www.confcommercio.lu.it l’elenco completo degli espositori partecipanti.

Per celebrare Santa Zita, patrona di Lucca, la città allestisce tradizionalmente una mostra mercato in Piazza Anfiteatro nel periodo dell’anniversario della sua morte, il 27 aprile del 1272. I fiori rappresentano un episodio particolarmente importante della vita di Santa Zita. Si narra infatti che la ragazza, domestica presso la ricca famiglia lucchese dei Fatinelli, fu sorprese dal padrone mentre portava nascosti nel grembiule alimenti ai poveri. Di fronte alle sue insistenti richieste, la ragazza mentì dicendo di portare nel suo grembiule fiori e piante e mostrando il contenuto apparvero veramente fiori e piante.

La Storia della festa di Santa Zita

Il 27 aprile di ogni anno la città di Lucca celebra Santa Zita. Piazza S.Frediano e piazza Anfiteatro si ricoprono di fiori e piante colorati per rendere omaggio alla Santa, patrona delle domestiche.

Santa Zita nacque nel 1218 da una famiglia contadina di Monsagrati. Ragazza umile e generosa verso i più poveri, lavorava come domestica presso la ricca famiglia lucchese dei Fatinelli. Si dice che un giorno, il padrone, incontrando Santa Zita con il grembiule colmo di alimenti da distribuire in carità, le chiese in maniera intransigente che cosa portasse.
Zita rispose “Fiori e Fronde” e dal grembiule apparvero per miracolo fiori e fronde. Il 27 aprile 1278, Santa Zita morì e i Fatinelli decisero di seppellirla nella cappella di famiglia nella Basilica di S.Frediano dove ancora oggi i fedeli possono venerarla. Il 5 settembre 1696 papa Innocenzo XII sancì il culto della Santa.

APPROFONDIMENTI STORICI SU SANTA ZITA
Proveniente da una famiglia povera, a soli dodici anni iniziò a servire in casa della famiglia Fatinelli a Lucca. Secondo la tradizione devozionale si fece subito apprezzare dai poveri per la generosità e dalla famiglia Fatinelli per la dedizione al lavoro e la bontà d’animo.

La medesima tradizione narra la leggenda secondo cui, forse proprio perché invidiosa dell’affetto ricevuto da Zita, un’altra domestica dei Fatinelli avrebbe iniziato ad insinuare nella mente del capo famiglia il sospetto che Zita rubasse in casa ciò che donava ai poveri; un giorno il padrone, incontrando Zita con il grembiule gonfio mentre si recava da una famiglia bisognosa, le avrebbe chiesto cosa portasse; nonostante questo fosse pieno di pane, Zita avrebbe risposto che portava solo fiori e fronde e, sciolto il grembiule, sarebbero caduti, appunto, fiori e fronde.[1]

Culto
Cripta di santa Zita nella basilica di San Frediano a Lucca

Foto Realized by Develup di Lorenzo Luci © 2010

La devozione per Zita, in “odore di santità”, crebbe notevolmente per tutta la sua vita tanto che, alla sua morte, i fedeli di Lucca vollero che il suo corpo venisse sepolto nella Basilica di San Frediano, la tradizione riporta che sia rimasto incorrotto, almeno fino all’ultima ricognizione, avvenuta nel 1652.
Santa Zita era così venerata in Toscana da essere citata da Dante Alighieri che, facendo riferimento ad un magistrato di Lucca, parla di anzian di santa Zita, identificando già Lucca con la santa.

Si noti, per altro, che alla data della scrittura della Divina Commedia attestata tra il 1307 e il 1321[2], Zita era già morta (1278) ma non era ancora stata canonizzata, in quanto il suo culto fu approvato il 5 settembre 1696 da papa Innocenzo XII. Ciò nonostante, Dante la indicava già come santa, ad ulteriore riprova della grande devozione popolare di cui Zita era protagonista.

Santa Zita fu proclamata patrona delle domestiche da Pio XII ed è anche patrona di Lucca, delle casalinghe e dei fornai. La settimana del 27 aprile si tiene a Lucca, presso la Basilica di San Frediano e l’anfiteatro di Lucca, in onore della santa, una manifestazione floreale volta a ricordare il miracolo dei pani trasformati in fiori.
È titolare della congregazione femminile delle Suore Oblate dello Spirito Santo, detta anche Istituto di Santa Zita. La sua memoria liturgica cade il 27 aprile.
L’ultima ricognizione canonica del corpo mummificato fu effettuata nel 1989, insieme allo studio paleopatologico, dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa.

Oggi Santa Zita è una festa molto sentita dai lucchesi che tradizionalmente usano scambiarsi giunchiglie benedette.

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