Ad integrazione della comunicazione sotto riportata e già inviata dall’Ufficio Stampa della Regione Toscana, si inviano una foto dell’incontro, avvenuto oggi nell’auditorium della Scuola Sant’Anna di Pisa, ed una breve dichiarazione del direttore generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, dottoressa Maria Teresa De Lauretis, presente all’iniziativa.

“La presentazione di questo report preliminare, relativo al 65% degli indicatori complessivi utilizzati dal MeS per valutare le performance delle Aziende sanitarie toscane – evidenzia il direttore generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Maria Teresa De Lauretis – rappresenta un’occasione importante per prendere visione dei nostri punti di forza e di debolezza, sempre comunque in attesa dei dati definitivi che saranno resi noti tra meno di due mesi. Dalla presentazione odierna emerge, per i servizi della nostra Azienda, un quadro di generale miglioramento che ci soddisfa”.

Sanità toscana, bersaglio centrato: la valutazione MeS per il 2015

/Scritto da Lucia Zambelli, venerdì 8 aprile 2016 alle 12:36/

FIRENZE – Nel 2015 il sistema sanitario toscano ha complessivamente tenuto,
e in molti casi migliorato le proprie performance. A testimoniarlo sono,
come ogni anno, i bersagli del MeS, il laboratorio Management e Sanità
della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che stamani sono stati presentati
dal direttore del MeS Sabina Nuti all’assessore al diritto alla salute
Stefania Saccardi, al direttore generale dell’assessorato Monica Piovi e a
tutte le direzioni delle aziende, riunite a Pisa nell’auditorium della
Scuola Sant’Anna. Si tratta – è bene precisarlo – di risultati
preliminari, relativi al 65% degli indicatori complessivi utilizzati dal
MeS per valutare la sanità toscana. I risultati definitivi ci saranno a
fine maggio; a fine giugno il confronto con le altre regioni.

“I risultati presentati oggi dal MeS ci dicono che il sistema sanitario
toscano regge e migliora le sue prestazioni – è il commento dell’assessore
Stefania Saccardi – Questo metodo di misurazione ci aiuta a migliorare la
nostra programmazione. Quello che ci interessa non sono le classifiche o le
pagelle, ma piuttosto capire quali sono gli aspetti su cui possiamo ancora
lavorare, per dare servizi sempre migliori ai cittadini”.

Il sistema dei bersagli MeS

Quello dei bersagli è un sistema ormai collaudato. Da anni il MeS, per
conto della Regione Toscana, valuta, sulla base di 300 indicatori, le
performance delle aziende sanitarie toscane (e anche delle altre regioni),
utilizzando appunto l’immagine del bersaglio. In base alle valutazioni
fatte fino ad oggi, 8 aprile 2016, nel 64% dei casi è stato registrato un
trend di miglioramento. Considerando che già negli anni passati le aziende
avevano ottenuto ottimi risultati, questo dato assume ancora maggior
valore. Per tutte le aziende la maggior parte degli obiettivi raggiunti
stanno nelle zone centrali del bersaglio, quelle verdi e gialle, e solo
pochissimi obiettivi sono collocati nelle fasce più esterne, arancio e
rosso. E sono di gran lunga più numerosi gli indicatori per i quali è
stato ottenuto un miglioramento rispetto a quelli che invece sono
peggiorati. Quest’anno si registra anche una consistente riduzione della
variabilità intraregionale, con risultati molto più omogenei tra le
diverse aziende.

Alcuni risultati significativi del 2015

Il giudizio degli utenti sulla qualità dei servizi ospedalieri è positivo
e in miglioramento: rispetto all’anno precedente, si passa da un 81,2%
degli utenti che valuta positivamente l’assistenza ricevuta ad un 86,5%. In
particolare l’organizzazione del servizio è quella che registra
miglioramenti maggiori, passando da una percentuale di risposte positive
dal 76% all’82%, ma anche la capacità di lavorare in squadra del personale
sanitario migliora significativamente.

Dimissioni volontarie dei pazienti (ossia contro il parere dei medici). E’
considerato un buon indicatore della qualità dei servizi ospedalieri, e
dal 2012 mostra un trend di riduzione costante (dall’1% allo 0,75%).
Registra invece una lieve ripresa rispetto al 2014 la percentuale di
abbandoni dal Pronto soccorso (dal 2,5% al 2,7%). E in leggera risalita
anche le riammissioni non pianificate entro 30 giorni dopo la dimissione:
da 9,05% a 9,28%.

Tasso di ospedalizzazione. In calo dal 2012: ha raggiunto 93 ricoveri acuti
per 1.000 residenti (nel 2012 erano 101). Anche se l’ospedalizzazione si
riduce, si registrano ancora criticità in termini di equità: chi ha un
basso titolo di studio infatti ha un rischio del 40% maggiore di chi ha un
titolo di studio alto di effettuare un ricovero urgente.

Fratture del collo del femore operate entro 2 giorni. Anche questo è
considerato un buon indicatore. Sono salite dal 45% del 2008 al 75% del
2015.

Tempi di attesa. Al Pronto soccorso registrano un leggero peggioramento.
Sono intorno al 70% i pazienti in codice verde visitati entro 1 ora e
giallo visitati entro 30 minuti. In miglioramento invece i tempi di attesa
delle visite specialistiche e delle prestazioni diagnostiche.

Interventi chirurgici oncologici. Fondamentale in questo settore garantire
la tempestività. Il tempo di attesa per intervento chirurgico del tumore
è mediamente di 33 giorni per la mammella, 30 giorni utero e colon, 51 per
la prostata, 40 per il retto, 26 per il polmone.

Attività fisica adattata (AFA). E’ una delle azioni della sanità di
iniziativa per prevenire e curare le patologie croniche e ottiene ottimi
risultati. Nel 2015 sono stati attivati 1,93 corsi per 1.000 abitanti oltre
i 65 anni (bassa disabilità), a confronto con il 2014, in cui il numero
era pari a 1,82. In crescita anche le iniziative sportive a favore degli
ultra65enni con alta disabilità.

“Questi primi risultati – commenta il direttore del MeS Sabina Nuti –
presentano un quadro confortante, anche se sarà necessario ancora almeno
un mese per completare l’elaborazione dei dati mancanti e la verifica di
quanto già calcolato. Infine a giugno potremo anche verificare i risultati
a confronto con le altre regioni italiane che con la Toscana condividono il
sistema di valutazione”.

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