LUCCA – Qualità e sicurezza in ospedale: Medicina Legale di Lucca premiata a Firenze

 

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30 settembre 2016 – Il progetto “Comunicazione sicura al momento del passaggio di consegne. Una strategia per memorizzare la sequenza delle informazioni utili nello scambio comunicativo”, presentato dalla Medicina Legale dell’ambito territoriale di Lucca si è aggiudicato il primo premio della Giuria popolare, costituita da tutti i partecipanti al “Quality & Safety Day 2016”, l’evento che si è tenuto ieri a Firenze, nell’Auditorium Sant’Apollonia, organizzato dalCentro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana.

A ritirare il premio ed a presentare l’esperienza sono stati i Clinical Risk Manager Massimo Martelloni, direttore della struttura lucchese, e Diana Bonuccelli (entrambi nella foto allegata, nell’altra immagine la targa con il premio).

Il direttore del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana Riccardo Tartaglia si è quindi congratulato con l’Azienda e con tutti gli operatori che si sono impegnati nel portare avanti progetti di qualità e sicurezza.

Novità di questa edizione era proprio la votazione popolare, che ha premiato anche un altro progetto dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest – riguardante l’utilizzo territoriale di farmaci H – e un terzo progetto realizzato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, il cui focus riguarda l’applicazione della FMECA (Failure mode, effects and criticality analysis) in terapia intensiva cardiotoracica per abbattere il rischio di infezioni.

 

I tre progetti toscani ritenuti più meritevoli dalla Commissione di Valutazione dei progetti, costituita dai componenti del Comitato Scientifico del Centro Gestione Rischio Clinico e dai rappresentati dell’Accademia del Cittadino, per la Regione Toscana sono stati tre. In questa sezione principale dell’iniziativa sono stati infatti premiati la Fondazione Monasterio, con un progetto sulla Continuità ospedale/territorio nella dimissione di un paziente pediatrico o GUCH (Grown Ups with Congenital Heart defects) a garanzia della continuità terapeutica; l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, con un progetto sul Ruolo attivo dei familiari in terapia intensiva: effetti sulla depressione, ansia, stress e sulla qualità delle cure; e l’Azienda Sanitaria Toscana Sud Est con un nuova iniziativa relativa all’utilizzo di una app informatica come chiave del processo di qualità e sicurezza degli assistiti inseriti nel percorso clinico assistenziale lesioni cutanee.
Tra i progetti nazionali, invece, è stata premiata la Regione Veneto con due iniziative: la prima realizzata dalla Azienda Ulss 12 Veneziana, con focus su incontri pubblici organizzati per sensibilizzare gli utenti rispetto alle opportunità offerte dal Servizio Sanitario; il secondo, del Policlinico di Abano Terme riguardante la Dimissione precoce a 36 ore dopo il parto cesareo, con focus sullo stress e la rilevazione e gestione del dolore delle neo mamme; il terzo premio è andato alla Regione Sicilia, con un progetto della ASP di Ragusa per la sicurezza nella trasfusione domiciliare, per attuare una concreta integrazione Ospedale-Territorio applicando protocolli standard di sicurezza trasfusionale analoghi a quelli utilizzati presso le Unità Operative Ospedaliere Aziendali.

 

L’edizione 2016 del Safety and Quality Day ha offerto l’opportunità di confrontare esperienze internazionali, nazionali e toscane, con la partecipazione di esperti di fama mondiale quali Sir Liam Donaldson, inviato speciale dell’OMS per la sicurezza dei pazienti e professore di politiche sanitarie all’Imperial College di Londra; Charles Vincent, professore alla Oxford University, Jeffrey Braithwaite, professore alla Australian Institute of Heatlh Innovation, Basia Kutryba, Presidente della National Centre for Quality Assessment in Health Care (NCQA) e Neelam Dhingra-Kumar, Coordinatrice del settore Patient Safety and Quality Improvement WHO-HQ. Sono stati affrontati temi quali l’affidabilità e resilienza nel complesso mondo delle organizzazione ad alto rischio, l’importanza della multidisciplinarità e interdisciplinarietà, della collaborazione e del team-building nella gestione dei percorsi clinico assistenziali, dell’apprendimento per il cambiamento organizzativo.

 

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