LUCCA – Piano Strutturale: intervento dell’assessore all’urbanistica Serena Mammini

 

“Abbiamo cercato di raccontare, in modo semplice ma non semplicistico, il Piano Strutturale: cosa è, a cosa serve, quali obiettivi si pone, quali bisogni intercetta. Tuttavia non è mancato chi ha voluto appigliarsi ai vecchi strumenti come base di partenza per continuare a guardare al passato e fare, più che programmazione del territorio, astrusi calcoli, facendo le proporzioni tra unità di misura incomparabili tra loro arrivando a conclusioni paradossali.

Il dimensionamento del PS: restituiti al territorio rurale oltre 1000 ettari.

Abbiamo sentito dire che il nuovo Piano avrebbe “scippato” al territorio agricolo dell’attuale Regolamento urbanistico addirittura più di 100 ettari, cifra estrapolata da elaborazioni cartografiche autoreferenti rispetto alla costruzione del Piano, ma soprattutto di forte effetto mediatico. Se però ci vogliamo concentrare sui numeri, allora i calcoli facciamoli per bene! Si sappia che, a fronte di questi famigerati 100 ettari eventualmente inseriti nel territorio urbanizzato, certamente ci sono oltre 1000 ettari che il Regolamento urbanistico rendeva edificabili e che il PS 2016 correttamente restituisce al territorio rurale. Si continua a guardare la pagliuzza e si dimentica la trave!

Comunque il termine di paragone non deve essere il Regolamento urbanistico vigente, che è l’attuazione del vecchio progetto per la città, che non dialogava nemmeno con il corrispettivo Piano strutturale del 2001 figurarsi se può dialogare con il PS 2016 che è per sua natura strumento diverso oltretutto redatto secondo leggi e parametri completamente diversi! E poi, come può essere la base di partenza per il nuovo progetto della città un Regolamento rilevatosi dannoso per gli effetti prodotti, nato con leggi non più in vigore?

Nuovi alloggi: massimo 4/5 all’anno per ogni Utoe.

Rimanendo ai calcoli: per ciascuna Utoe (unità territoriali organiche elementari) il PS 2016 prevede un dimensionamento massimo (quantità edificabile) al quale il Piano Operativo dovrà attenersi sia per le nuove edificazioni che per gli interventi di recupero (questi ultimi dovranno essere sempre superiori al nuovo). Facendo una media matematica, si potranno realizzare al massimo 4-5 nuovi alloggi all’anno per ciascuna Utoe e soltanto se ce ne sarà bisogno ed entro un limite che sarà monitorato costantemente (cosa che è mancata agli strumenti in vigore).

Da quel che si legge (e leggeremo nei prossimi giorni) pare che una volta approvato il Piano spunteranno come funghi cantieri su tutto il territorio per costruire nuovi volumi!

È lontano quel tempo, e quando ciò avveniva, andava bene a molti, compresi i novelli professionisti del contrasto al consumo di suolo, visto che a obiettare eravamo in pochi. Il Piano Strutturale apre, consente opportunità di pianificazione entro il severo margine del territorio urbanizzato (altra grande novità normativa), lo fa in modo non ipocrita e certo, concretizza in un tot di metri quadri di superficie utile lorda (Sul) questa possibilità, così come gli compete. Siamo in grado di dire come andranno le cose di qui a 15 anni? Possiamo certo fare previsioni, e le abbiamo fatte, con metodo serio e ponderato, secondo i metodi consolidati nell’urbanistica e senza la sfera di cristallo, visto che è responsabilità della politica fare uno strumento in grado di durare. Vogliamo restituire una città migliore di come l’abbiamo trovata, per lasciare in dote, nel tempo, strumenti efficaci che dureranno più di un’amministrazione e che incontreranno nuove generazioni di persone. Chi fa politica dovrebbe avere a cuore la felicità e la realizzazione della persona in una ricerca continua di armonia fra una pluralità di problemi e aspirazioni, affinché tutti possano stare bene.

Vicini alle necessità della nostra comunità.

Nel caso del PS 2016 una delle regole che mira a questo obiettivo – nei limiti in cui può farlo l’urbanistica – si chiama “bilancio positivo”, una vera sfida in termini di governo della città e serio rimedio ad anni di gestione del territorio che nulla restituiva alla sua comunità in termini di spazio pubblico, servizi e verde; infatti “bilancio positivo” significa che ogni intervento di nuovo o di recupero (che dovrà essere incentivato al massimo) dovrà restituire almeno la metà di superficie territoriale in spazi pubblici. Il PS ci offre in dote un’opportunità e una sfida per il governo del territorio: proviamoci a ridisegnare questa città e cerchiamo di farlo con gli strumenti concreti che abbiamo, non a chiacchiere, con spirito costruttivo che guarda agli interessi di Lucca, secondo una visione politica adatta a questi tempi perché vicina alle necessità di questa comunità. I desiderata alzano il tiro e ben vengano: a noi la responsabilità di tradurli nel linguaggio e nelle regole dell’amministrare”.

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