1337875186_6

Riceviamo e volentieri  pubblichiamo queste argomentate e documentate considerazioni da Antonio Rossetti, per molti anni Segretario Provinciale di CISL Lucca:

 

 

 

L’argomento “sicurezza”, così come avviene per altre situazioni complesse, viene ripreso, temporaneamente, in presenza di qualche episodio che emerge per gravità o per altro motivo. Passato il momento tutto si dimentica fino al prossimo accidente.

Le voci si articolano tra richieste di maggiore attenzione, con azioni volte a prevenire i reati, si evidenzia il limite della certezza della pena per il reato avvenuto, ovviamente se vengono individuati i colpevoli, altre voci tendono a ridimensionare il tutto facendo confronti con altre realtà, per dire che in fondo tutto è sotto controllo e via di questo passo. Il senso di questo ragionamento è “non  c’ è da preoccuparsi perché non è cambiato nulla”, qualcun altro  la butta in politica, in conclusione  “cosa si può fare così va il mondo ”.

Dalla città di  Lucca si pensa  che  il problema riguardi, in particolare,   la Versilia per la presenza di migliaia di persone legate al flusso turistico.

Così dicendo  si trascura un dato significativo che riguarda la provincia di Lucca.

Da oltre  20 anni,  attraverso le rilevazioni statistiche periodiche,   Lucca,  è tra le peggiori province per i piccoli reati e furti in appartamento, si possono richiamare per memoria.

Provincia di Lucca I dati relativi all’anno 2012 e 2013

Nell’anno 2012 la provincia di Lucca registrava 5.081 denunce di reati   per ogni 100 mila abitanti per un totale di 22.886. Nel 2013 sono state 22.572;

Borseggi e Rapine

Per quanto riguarda  le rapine Lucca, nel 2012, era a quota 206 per ogni 100 mila abitanti, peggiore della media nazionale che è 191;

Nel 2013 Firenze guidava la classifica delle province con il maggior numero di borseggi con un aumento del 18,1% delle denunce, ma anche le altre città d’arte della Toscana segnano un incremento di questo reato: Pisa (+1,9%), Lucca (+5,9%). Un’impennata anche a Livorno (+11,3%) rispetto al 2012, mentre in altre province, da Siena a Grosseto almeno le denunce sono diminuite.

 

Furti in abitazione

Nel 2012 erano, nella provincia, 745 ogni 100 mila abitanti, 2889 in totale, rispetto ad una media  nazionale, tra le provincie, di 397 furti ogni 100 mila abitanti. Nel 2013 Il primato italiano spettava ad Asti, ma Lucca risultava sesta nella classifica nazionale e prima nella classifica regionale per il numero di denunce per furti in casa ogni centomila abitanti, infatti, nel 2013 sono stati denunciati 647 furti in casa ogni centomila abitanti per un totale di 2.617.

Andando indietro nel tempo, nel 1994, i furti in abitazione  furono 710 per ogni 100 mila abitanti, per un totale di circa 2700 nel corso del 1994.

In 20 anni, con molta probabilità, potrebbero essere stati oltre 50.000 i furti denunciati. Nel caso vi siano elementi di maggiore dettaglio sarà possibile, per  tutti, giungere ad  una valutazione più puntuale del fenomeno.

 

I dati, spesso,  hanno la loro fredda presentazione, ma devono essere  presi in considerazione perché ci aiutano a comprendere e, se si è in grado di comprendere, anche di  decidere cosa fare per  migliorare, nel caso in questione, la qualità della vita.

L’aspetto che maggiormente deve preoccupare è che, la nostra provincia, da almeno 20 anni, è tra le peggiori in graduatoria, con riferimento ai dati, sia per i piccoli reati e per i furti in appartamento. Altro che isola felice. La provincia da anni non lo è per il versante della sicurezza.

 

Cosa si dovrebbe  fare e come farlo riguarda chi è preposto a questo importante compito, ciò che non serve è fingere che  tutto vada  bene, che Lucca sia considerata una provincia  tranquilla e sicura.  Con  tutto il bene che si vuole dire della nostra terra, ogni anno, i dati, ci sbattono in faccia una realtà che è diversa da quella che  immaginiamo, quella reale è contrassegnata da questi dati e dire che è tutto sotto controllo alimenta la sfiducia e la rabbia in chi è vittima del danno subito.

 

Non è in dubbio l’impegno di chi ha il delicato e complesso  incarico di garantire sicurezza e tranquillità, può darsi che il numero delle persone preposte sia insufficiente e, certamente, vi saranno altre motivazioni valide, tuttavia, le tabelle,  che ovviamente, prendono in considerazione i delitti  denunciati destano forte preoccupazione. Da questi dati si deve partire non dai luoghi comuni superati da tempo.

 

Antonio Rossetti

 

 

 

 

 

Share