QUESTA RIFORMA DELLE CAMERE DI COMMERCIO

E’ UN DANNO PER LE IMPRESE, PER I PROFESSIONISTI, PER I LAVORATORI

SERVE UNA RIFORMA CHE POTENZI LE CAMERE DI COMMERCIO, CHE NE FACCIA IL FULCRO

DELLA RIPRESA DELLE AZIENDE ITALIANE

Lucca, 26 luglio 2016 ­ Il prossimo 29 luglio è in programma una riunione del Consiglio dei

Ministri per definire il contenuto del decreto di riforma del sistema camerale. Questo prevede la

riduzione del numero e delle funzioni attribuite alle Camere di Commercio, la soppressione delle

sedi secondarie non essenziali, il taglio del personale di almeno il 15%, percentuale che sale al

25% del personale adibito alle funzioni di supporto per le Camere di Commercio accorpate.

La riforma delle Camere di Commercio che il Governo vuole chiudere in questi giorni estivi è un

danno per le imprese italiane, per i professionisti e per i lavoratori delle Camere, che dispongono

di professionalità uniche nel sistema della pubblica amministrazione italiana.

Questo è quanto sottolineiamo con forza.

In un periodo storico­economico in cui sarebbe necessario potenziare gli strumenti a supporto del

mondo del lavoro, e quindi rafforzare le Camere di Commercio, il Governo vuole ridurle a enti

burocratici che non saranno più in grado di offrire servizi moderni alle aziende italiane. Ma la

strada di riforma della pubblica amministrazione deve essere lastricata di innovazione, non di tagli

indiscriminati.

Per far ripartire il sistema imprenditoriale italiano, le Camere di Commercio vanno invece

rafforzate, con servizi nuovi e innovativi, che vadano a sommarsi ai servizi attualmente esistenti,

per rispondere alle imprese che chiedono celerità e innovazione.

Per questi motivi chiediamo al Governo, a tutti i parlamentari e alle forze politiche che

hanno a cuore il futuro delle imprese italiane, di modificare subito il decreto di riforma che

passerà in Consiglio dei Ministri il 29 luglio, che crea soltanto disservizi al sistema

imprenditoriale, e chiediamo di riscriverlo, focalizzando su innovazione, ampliamento di

servizi, mantenimento del personale e delle sedi territoriali.

Gli imprenditori, come evidenziano ripetute indagini e testimonianze, hanno trovato nel

sistema camerale (presente in ciascuna provincia e quindi vicino al proprio territorio) e nella

professionalità dei suoi lavoratori, competenza, onestà e imparzialità, e apprezzati servizi a titolo

gratuito o con un costo molto inferiore a quello di mercato.

Con questa riforma in atto, i servizi che le Camere non fornirebbero più alle imprese, da subito,

sarebbero questi:

certificati d’origine

carnet ATA

contributi e finanziamenti alle imprese, per fiere o eventi per il sistema turistico locale o la

promozione dei prodotti tipici

sostegno all’internazionalizzazione

consorzi garanzia fidi (confidi)

corsi di formazione alla nuova imprenditoria e imprenditoria femminile

organizzazione di convegni e seminari gratuiti su tematiche di interesse per le

supporto alle pmi per l’accesso al credito, tramite servizi di microcredito o sostegno ai

imprese o i professionisti (novità normative, gestione di impresa, argomenti specifici per

ciascun settore economico)

supporto alle imprese per l’innovazione e la digitalizzazione consulenza per la fatturazione

elettronica

consulenza per deposito marchi e brevetti

approfondimenti sui vari settori economici

Riteniamo, pertanto, che le Camere di Commercio debbano essere potenziate, attribuendo loro

servizi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti, per farne il fulcro della ripresa economica

del Paese, cosa che consentirebbe anche il mantenimento di sedi e personale.

Questo è quanto deve passare nel Consiglio dei Ministri del 29 luglio, questo è quanto chiediamo.

Il presente comunicato è stato condiviso dalle RSU delle Camere di Commercio di: Alessandria,

Bari, Bergamo, Biella e Vercelli, Brescia, Brindisi, Crotone, Firenze, Genova, Gorizia, L’Aquila,

Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Milano, Modena, Molise, Novara, Padova,

Pistoia, Prato, Ragusa, Reggio Emilia, Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona, Taranto,

Torino, Trento, Treviso­Belluno, Trento, Trieste, Udine, Unioncamere Toscana, Venezia Rovigo

Delta Lagunare, Varese, Vicenza

pubblicazione di dati e studi sull’economia locale, sui trend economici

RSU della Camere di Commercio di Lucca

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