LUCCA  -“LA POLITICA FACCIA IL SUO CORSO E IL COMUNE SI OCCUPI DEI CITTADINI

INTERVENTO DEL PRESIDENTE ROBERTO CAPOBIANCO SU IMPASSE POST REFERENDUM

“La città non può permettersi mesi di campagna elettorale e un’impasse nelle attività amministrative”. Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, commenta così il clima che si sta creando a Lucca dopo l’esito del referendum costituzionale.
“Il rischio, secondo Capobianco è che, in nome di una campagna elettorale continua, si fermino le attività che possono portare benefici e sostegno alle piccole e medie imprese. “In particolare – dice – il Comune in queste settimane sembra vivere un clima di scontro continuo fra componenti della stessa maggioranza, che rischiano di bloccare progetti e programmi di fine mandato. L’ente di Palazzo Orsetti non può risentire del clima politico e dei dissidi presenti all’interno della sua maggioranza e deve rimanere, come istituzione, a servizio del cittadino al di là delle questioni politiche ed elettorali contingenti. Tanti sono, infatti, i temi da sviluppare e che non possono essere lasciati indietro. Si pensi alle tematiche delle grandi infrastrutture, dal ponte sul Serchio agli assi viari, che potrebbero facilitare non solo la mobilità dei cittadini, ma anche quella di mezzi e servizi. Sono questioni che non possono essere accantonate e demandate al prossimo sindaco o al prossimo governo nazionale. Così come, per la Regione, la questione dell’utilizzo dei fondi strutturali europei e della liquidazione dei bandi già chiusi e rendicontati delle aziende”.

“E invece – conclude Capobianco – il dibattito politico è incentrato non sui temi che riguardano direttamente cittadini e imprese, ma sui nomi dei candidati e le modalità per designarli. Questioni che non rispondono alle esigenze a cui quotidianamente deve far fronte chi lavora o chi è in cerca di occupazione. Per questo la politica faccia il suo corso, ma senza incidere sulla continuità delle scelte e delle decisioni amministrative. Sei mesi di impasse rischiano di mettere ancora più in ginocchio l’operosità delle piccole e medie imprese, che sono la colonna portante dell’economia della città e di questo paese”.

 

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