Lemucchi e Raspini: “L’ordinanza sulla movida ha i medesimi contenuti ormai da tre anni e permette di far coesistere le più diverse

esigenze di chi vive il centro”

 

“L’ordinanza sulla movida non è certamente una novità di quest’anno, dal momento che è stata riproposta ogni estate a partire dal 2014 senza in alcun modo determinare le conseguenze negative paventate da qualcuno – spiegano gli assessori Giovanni Lemucchi e Francesco Raspini, rispettivamente con delega alle Attività Produttive e delega alla Sicurezza – Essa scaturisce dalla volontà di mantenere intatti i delicati equilibri della convivenza cittadina e si  basa sulla necessità far coesistere le esigenze dei cittadini con quelle degli operatori economici. Le regole che ne scaturiscono sono frutto di un lungo lavoro di concertazione tra il Comune, i soggetti preposti alla sicurezza, le associazioni di categoria degli operatori e si rendono necessarie soprattutto dopo la così detta “liberalizzazione degli orari” degli esercizi commerciali e delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. L’ordinanza punta a prevenire i fenomeni di degrado tali da recare disagi al diritto alla salute, al riposo, alla convivenza civile, alla sicurezza pubblica senza per questo voler mettere a rischio lo svolgersi delle attività degli esercenti che con le loro iniziative, anzi, contribuiscono a rendere il centro un luogo vitale. Il provvedimento ripropone le norme già varate nei mesi estivi del 2014 e del 2015 e grazie alle quali abbiamo ottenuto un buon equilibrio per quanto riguarda la sicurezza e il mantenimento del decoro durante i momenti di maggior afflusso nel centro, senza comprometterne la vivibilità nelle ore serali”.

“Peraltro – aggiungono gli assessori –   in tante città, anche di dimensioni maggiori della nostra, ci sono regole analoghe per garantire la sicurezza pubblica senza nulla togliere alle svariate possibilità di divertimento e di svago che rientrano nelle norme dell’educazione, del rispetto e della convivenza civile. A nostro giudizio è riduttivo e semplicistico far dipendere l’attrattività del centro storico – e addirittura la valorizzazione del suo patrimonio monumentale – da un’ora in più o in meno di musica nei locali tra mezzanotte e l’una nel corso dei fine settimana. Va precisato, infatti, che dopo mezzanotte non è vietata la produzione di musica in quanto tale, ma solo la sua diffusione all’esterno del locale. Sì alla musica,  dunque, ma nel rispetto sia della normativa regionale già in vigore – la quale peraltro prevede limiti di decibel molto bassi fin dalle prime ore della sera –  che delle esigenze dei residenti e dei proprietari di strutture ricettive che continuamente chiedono di porre limiti ai rumori eccessivi a tutela del riposo dei loro clienti. Le ragioni da soppesare, quindi, oltre a quelle dei residenti, sono anche quelle dei tanti operatori deputati all’accoglienza che sperimentano negativamente le conseguenze di certi eccessi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di pregiudicare negativamente l’immagine della città agli occhi dei turisti. Va ricordato inoltre che, sulla base della legge regionale, si possono richiedere delle deroghe come ad esempio avviene anche in concomitanza di eventi di particolare rilievo come, ad esempio la Notte Bianca”.

“Insomma, l’ordinanza a nostro giudizio – concludono Lemucchi e Raspini – non cerca di prendere le parti di qualcuno, bensì mira a realizzare un equilibrio accettabile per tutti, promuovendo una convivenza sana e pacifica tra residenti, albergatori, attività economiche e mondo giovanile”.

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