Il nuovo programma di attività della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti si apre,martedì 29 novembre 2016, con il seminario di studi “Abbiamo bisogno di tutti”. Carlo Ludovico Ragghianti e l’alluvione del 1966.

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Nel cinquantesimo anniversario dell’esondazione dell’Arno, la Fondazione Ragghianti promuove, martedì 29 novembre alle ore 16.45 presso la Sala Conferenze Vincenzo Da Massa Carrara nel Complesso Monumentale di San Micheletto, un seminario di studi, aperto a tutti, che vuole ripercorrere l’importante ruolo che Carlo Ludovico Ragghianti svolse in quella tragica occasione, profondendo la propria opera per la “resurrezione di Firenze”, quando, all’indomani dell’alluvione, con il suo celebre appello esortò il mondo culturale e artistico a soccorrere la città per il recupero del compromesso patrimonio artistico e librario.

Moderata da Emanuele Pellegrini (professore associato di storia dell’arte presso IMT, Scuola Alti Studi di Lucca) e introdotta da Annamaria Giusti (membro del Comitato scientifico della Fondazione Ragghianti e già direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze), la manifestazione prevede gli interventi di autorevoli studiosi, che porteranno il loro contributo sul tema. Dopo i saluti istituzionali del presidente e del direttore della Fondazione Ragghianti Giorgio Tori e Paolo Bolpagni, Francesco Gurrieri (architetto e urbanista, già professore ordinario di Restauro dei monumenti all’Università degli Studi di Firenze) interverrà sul ruolo di Ragghianti nel richiamare l’attenzione internazionale sul disastro del 1966; mentre Cecilia Frosinini (direttrice dell’Opificio delle Pietre Dure) interverrà sul tema del restauro a Firenze prima e dopo l’alluvione.

Sono poi previste le testimonianze di Antonino Caleca, Gigetta Dalli Regoli, Maria Teresa Leoni Zanobini e Ranieri Varese, allievi di Carlo Ludovico Ragghianti e diretti testimoni del suo operato nei primissimi giorni che seguirono l’alluvione.

“Abbiamo bisogno di tutti” è appunto una citazione dall’appello scritto allora da Ragghianti, che annunciava la nascita del Comitato del Fondo Internazionale per Firenze: l’espressione fu ripresa e utilizzata anche da alcuni quotidiani dell’epoca, ed è riproposta in questa occasione per sottolineare l’universalità del messaggio che fu lanciato dal grande storico dell’arte lucchese all’indomani della terribile alluvione, di cui ricorre questo mese il cinquantesimo anniversario. (Info 0583.467205 www.fondazioneragghianti.it  info@fondazioneragghianti.it)

 

 

 

 

 

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