Lucca e Versilia: le segnalazioni dei cittadini nel 2019

Per quanto riguarda i cattivi odori, le maggiori criticità si registrano nelle zone di Massarosa e Viareggio

Lucca, come riportato nell’articolo di analisi a livello regionale, è la quarta provincia in Toscana per numero di segnalazioni registrate nel corso del 2019 (n. 121), provenienti prevalentemente dai territori della Versilia. Il Comune maggiormente coinvolto è Viareggio, seguito dal capoluogo; le matrici in maggior misura interessate dalle segnalazioni sono i cattivi odori, seguiti da scarichi idrici e rifiuti.

Per quanto riguarda i cattivi odori, le maggiori criticità si registrano nelle zone di Massarosa e Viareggio e sono riferite principalmente agli impianti di gestione rifiuti de La Morina e Pioppogatto, allo stabilimento che si occupa della lavorazione della sansa e al depuratore comunale di acque reflue.

Gli odori segnalati dai numerosissimi esposti pervenuti ad ARPAT sono di varia natura, così come rilevato anche dagli operatori dell’Agenzia nel corso dei sopralluoghi: compost maturo simile a quello del legno umido; putrescenza di sostanza organica o fermentazione di rifiuti; uova marce, tipico delle emissioni solfidriche; fognatura; dolciastro da lavorazione delle sanse; acre di plastica bruciata. La possibile presenza quindi di più fonti, concomitanti e sovrapposte, all’origine delle maleodoranze ha reso più difficile l’individuazione precisa dell’origine.

“Anche grazie alle segnalazioni dei cittadini – afferma la responsabile del Settore Versilia Massaciuccoli Maria Letizia Franchi – abbiamo effettuato diversi controlli nel corso del 2019, che hanno anche portato a segnalazioni alle autorità giudiziarie.

Nel corso della stagione estiva, periodo in cui solitamente si acuiscono le problematiche di carattere odorigeno, gli esposti relativi a maleodoranze nel territorio versiliese sono stati comunque molto meno numerosi rispetto alla media raggiunta negli anni precedenti. È possibile affermare che i numerosi controlli svolti da ARPAT hanno consentito di individuare alcuni degli impianti di gestione di rifiuti che contribuivano significativamente all’immissione di cattivi odori, creando disagio alla popolazione. Questo grazie anche al contributo specialistico di alcuni settori dell’Agenzia che hanno effettuato analisi di modellistica previsionale e di approfondimento del funzionamento dei vari impianti. I controlli hanno permesso inoltre di impartire ai gestori specifiche prescrizioni per correggere le procedure operative e gestionali degli impianti stessi, attenuandone l’impatto odorigeno.

Altra situazione critica che ha registrato un numero di segnalazioni rilevante è quella riguardante il depuratore di Gallicano in località Debbiali.

Anche in questo caso il motivo delle segnalazioni sono stati i cattivi odori, ma diversamente dalle difficoltà incontrate in Versilia i sopralluoghi effettuati da ARPAT insieme ai tecnici del Comune e della ASL, e alla presenza del Gestore dell’impianto, hanno permesso di individuare la causa. L’ente gestore sta mettendo in atto varie operazioni per risolvere il disagio, come la copertura della vasca di omogeneizzazione e del canale di ingresso del refluo e sono in previsione anche la copertura della vasca di denitrificazione e l’attivazione di altri processi depurativi.

Un’altra situazione critica che emerge dalle segnalazioni dei cittadini è quella riguardante la presenza di marmettola nel fiume Serra a Seravezza in Alta Versilia. La marmettola è un materiale prodotto dalle lavorazioni della pietra, residuo dall’attività di estrazione e/o segagione delle pietre naturali, in questo caso marmo.

La problematica segnalata è stata affrontata da ARPAT a seguito dei controlli effettuati fin dal 2017 presso le attività estrattive del bacino marmifero di Trambiserra. È stato visto che la maggiore causa dell’intorbidamento delle acque è la strada di accesso alle cave: più specificamente i materiali utilizzati per la manutenzione della stessa. Tale strada è stata soggetta a numerosi interventi, in quanto il passaggio dei mezzi pesanti causa frequentemente la deformazione del manto stradale. Per questo motivo nei periodi di siccità si forma un accumulo di materiale polverulento che si disperde nell’ambiente circostante, andando a coprire la vegetazione lungo il percorso, mentre nel periodo delle piogge, tale materiale subisce il trascinamento verso il basso e va a riversarsi nel Torrente Serra.

Altro fenomeno evidenziato è il ruscellamento delle acque che si formano lungo la strada che, tramite le fossette di raccolta che si gettano sul versante e a sua volta confluiscono nel Torrente Serra, determinano un’altra causa dell’intorbidamento del corso d’acqua. È stato osservato che dal canale di scolo sotto le attività produttive non si generava un flusso di acqua biancastra.

Il Settore Versilia Massaciuccoli ha provveduto a suggerire al Comune di Seravezza ed alla Regione Toscana alcuni interventi per la mitigazione di tali impatti e a sanzionare gli illeciti ambientali risultati dalle ispezioni, con particolare attenzione alle situazioni riguardanti la gestione delle acque meteoriche e il possibile trascinamento di residui estrattivi nei corsi d’acqua circostanti.

In questo ambito si inserisce lo specifico accordo stipulato fra ARPAT e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, all’interno del Progetto speciale cave, che intende valutare le modalità con cui si verificano i fenomeni di inquinamento da marmettola e predisporre gli strumenti di gestione e controllo di tipo preventivo, elaborando linee guida per la gestione delle strade di arroc-camento e dei piazzali delle cave al fine di ridurre l’esposizione agli agenti atmosferici dei residui di lavorazione del marmo.

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