Significativi i primi risultati del lavoro svolto grazie alla borsa di studio assegnata dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca al Dipartimento della Prevenzione di Lucca

 

Grazie alla borsa di studio assegnata al Dipartimento della  Prevenzione di Lucca diretto da Alberto Tomasi e  destinata all’unità funzionale di Medicina dello Sport nella Cittadella della Salute “Campo di Marte”, messa a disposizione dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, sono in corso e stanno prendendo forma, con alcuni risultati già incoraggianti e significativi, due importanti progetti.

 

A presentarli alla stampa, nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, il presidente Alberto Del Carlo, la referente per le attività sanitarie Lucca – Azienda USL Toscana nord ovest, Michela Maielli, il direttore Dipartimento della Prevenzione Lucca –  Azienda USL Toscana nord ovest, Alberto Tomasi, il responsabile Medicina dello Sport Lucca  – Azienda USL Toscana nord ovest, Carlo Giammattei e lo specialista in medicina dello sport e borsista, Riccardo Papi.

 

Lo screening ecocardiografico su soggetti giovani che si sottopongono per la prima volta a visita di idoneità agonistica, che permette di valutare la morfologia delle camere cardiache, delle strutture valvolari e dei principali vasi, è stato svolto nell’ambito dell’Azienda USL Toscana nord ovest, all’interno degli ambulatori di Medicina dello Sport della Cittadella della Salute “Campo di Marte” e dell’ospedale “S. Francesco” di Barga.

Da gennaio a maggio 2016 sono stati effettuati  ben 330 esami ecocardiografici con interessanti risultati. Sono stati individuati: un caso di bicuspidia aortica; un caso di valvola aortica con lembo coronarico ipoplasico e lieve steno-insufficienza valvolare; un caso di dilatazione delle strutture destre sottoposto a risonanza magnetica che ha confermato il quadro imponendo lo stop dell’atleta per almeno sei mesi prima di essere rivalutato; un caso di pericardite in recente episodio influenzale, subito trattata e risolta.

Sono stati individuati anche 3 lievi insufficienze della valvola mitrale  per le quali i giovani atleti, pur potendo praticare tranquillamente i loro sport preferiti, dovranno sottoporsi a un controllo tra un anno. Sono stati inoltre riscontrati 9 casi di difetto del setto interatriale, sottostimati rispetto alla media della popolazione generale per i limiti della metodica, ma comunque reperti utili nel caso in cui i soggetti avessero praticato attività subacquea, che in presenza di questa anomalia è controindicata.

Questi dati, seppur iniziali, stanno delineando l’utilità dell’esecuzione di un esame ecocardiografico alla prima visita di idoneità sportiva agonistica, già proposto in passato.

Il responsabile della Medicina dello Sport di Lucca Carlo Giammattei ringrazia tra l’altro il direttore della struttura di Cardiologia e Malattie Cardiovascolari, Francesco Bovenzi per aver concesso la disponibilità degli ecocardiografi per eseguire questi esami.

E’ inoltre in corso di  pubblicazione  un articolo inerente lo studio della funzione sistolica del ventricolo sinistro in atleti d’elite, studiata con “speckle tracking”, una metodica di recente introduzione che ha permesso di studiare la funzione contrattile del ventricolo sinistro scomponendolo in 17 segmenti ed esaminando il contributo di ognuno alla funzione di eiezione dello stesso.

 

La parte del progetto inerente l’applicazione in ambito terapeutico delle onde d’urto extracorporee ha invece permesso di redigere un importante documento, presentato alla Regione Toscana, per richiedere l’introduzione di questo tipo di terapia nei LEA (livelli essenziali di assistenza), in accordo con le direttive nazionali e con il principio di garantire un più alto livello assistenziale (legge sanità pubblica 13 settembre 2012).

Nello stesso documento è stata evidenziata l’esperienza dell’unità funzionale di Medicina dello Sport diretta da Carlo Giammattei nel trattamento con onde d’urto focalizzate che vanta il trattamento di 5.717 pazienti per patologie osteo-muscolo-tendinee dal 2009 al 2015. Sono state trattate numerose patologie tra cui tendinopatia calcifica e non calcifica della spalla, epicondilite-epitrocleite, ritardi di consolidazione, tendinopatia quadricipitale e rotulea, tendinopatia achillea e fascite plantare, con una percentuale di successo che va dal 70 al 90% dei casi in relazione alle diverse patologie trattate.

Un case report riguardante l’applicazione di questo tipo di terapia nel trattamento dell’edema osseo è stato tra l’altro pubblicato ed inviato alla SITOD (società italiana di onde d’urto), per essere presentato al prossimo congresso nazionale ad ottobre 2016.  L’edema osseo è una condizione di essudato a livello della spongiosa dell’osso, molto dolorosa, che può associarsi ad iniziali condizioni di artrosi pre-esistente o ad esiti di trauma.

In corso di analisi i risultati del trattamento di questo tipo di patologia in atleti  in cui si assiste, in conseguenza di traumi o di patologie da sovraccarico funzionale soprattutto a carico del ginocchio, e talvolta senza fattori scatenanti (bone marrow edema primario), alla formazione di edema della spongiosa ossea, che causa dolore intenso costringendo l’atleta ad allontanarsi da allenamenti e gare. Questo trattamento, associato alla somministrazione di specifici farmaci, permette una precoce scomparsa della sintomatologia dolorosa ed un  più rapido ritorno all’attività sportiva con bassi costi e minima invasività.

 

I due progetti proseguiranno fino a dicembre 2016, quando potranno essere presentati i risultati definitivi.

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