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Un pupazzo di neve, le immagini spietate del campo di concentramento, la morte e i carri funebri sono ritratti di una tragica realtà quotidiana consumata tra i cancelli di Terezin, il più grande campo di concentramento “transitorio” per Auschwitz o Mauthausen.

Immagini dure, disumane, toccanti, che non sembrano possibile appartenere ai ricordi di una bambina. Sono le immagini di Helga, deportata in Cecoslovacchia, insieme alla sua famiglia nel 1941. A differenza dei più noti disegni dei bambini di Terezin, quelli di Helga sono immagini della crudele esistenza che si consumava nel ghetto. Uno straordinario talento che rappresenta una preziosa testimonianza documentaria.

“Disegna ciò che vedi”, furono le parole che il padre di Helga disse dopo che la bambina gli aveva portato di nascosto all’interno del campo maschile una immagine di un pupazzo di neve, l’ultimo disegno davvero infantile della ragazzina. Spinta dalle parole del padre Helga si sentì chiamata a rappresentare la terribile quotidianità del Ghetto.  Queste immagini hanno posto fine alla sua infanzia.

“Disegna ciò che vedi- Helga Weissova, da Terezin i disegni di una bambina”, sarà in mostra a Barga presso il Museo Stanze della Memoria, dal 13 al 28 febbraio 2016. L’esposizione è organizzata dal comune di Barga in collaborazione con la Scuola della Pace della Provincia di Lucca e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

Orari di aperta: tutti i giorni dalle 10 alle 12 ,  sabato e  domenica dalle 15 e 30 alle 17 00, Ingresso gratuito.

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