L’Ungheria ha affrontato in maniera ottimale il contagio da coronavirus Covid-19, grazie anche alle tempestive misure prese dal premier Viktor Orbán. La centralizzazione del potere, grazie alla Legge dei pieni poteri, ha permesso decisioni rapide e precise. Ad oggi l’Ungheria conta 295 deceduti a Budapest e 191 “countryside”. In tutta l’Ungheria i casi accertati di Covid-19 sono 3741.

Sarah e Omar vivono a Budapest ed hanno affrontato il lockdown.

Sarah Graffi è una studentessa di 23 anni che studia alla storica Università ELTE ed affitta uno splendido appartamento nel centro storico su airbnb. Omar Balducci è il Direttore dell’azienda Lucart KFT con sede a Nyergesújfalu.

Su Budapest il lockdown è rimasto attivo fino al 18 Maggio, diversamente la campagna ungherese (e comunque tutte le aree fuori Budapest) ha avuto un anticipo di apertura di due settimane – spiega Omar Balducci Di fatto Budapest essendo il principale focolaio dell’epidemia è stata messa sotto osservazione in maniera più dura rispetto alle altre zone. Budapest e la relativa regione (Pest Megye) hanno quindi subito trattamenti più restrittivi. Ad oggi, dopo il 18 Maggio, inizia la Fase 2. Le mascherine sono obbligatorie in tutti i luoghi chiusi, negozi, supermercati, parrucchieri ecc. La distanza di sicurezza è di almeno 1,5 metri”.

Era la fine di Gennaio quando ho sentito parlare del Covid-19 la prima volta ed ero in Tailandia con mio padre – racconta Sarah Graffi – Non pensavamo che fosse una cosa seria, ma alla fine sono tornata in Europa quasi all’ultimo momento. Il lockdown da noi è iniziato il 16 Marzo – continua Sarah – Si poteva uscire solo per fare la spesa o per una breve passeggiata. Non era possibile visitare i parenti; solo se avevano bisogno d’aiuto (per esempio fare la spesa). Sui mezzi pubblici è obbligatorio usare le mascherine. Hanno chiuso le scuole, università, negozi, praticamente tutto. Da noi pero il numero dei malati è molto più basso per fortuna”.

Omar Balducci abita a Budapest ma lavora a Nyergesújfalu, circa 50 Km dalla capitale:

Per recarmi a lavoro nel momento di chiusura della regione di Budapest, ho avuto necessità di un documento attestante la necessità di recarmi fuori regione per motivi di lavoro improcrastinabili”

Il Governo Ungherese ha messo in atto anche politiche di salvaguardia delle persone over 65 anni:

Gli anziani sopra 65 anni possono frequentare i supermercati solo dalle ore 9 alle ore 12, negli altri orari possono andare i più giovani” – spiega Sarah.

Il Governo Ungherese ha imposto degli orari di accesso nei negozi agli over 65 dalle ore 9 alle ore 12. In questa fascia di orario a tutti gli altri è interdetto l’accesso – specifica Omar – così da limitare il contagio verso i soggetti più a rischio (gli anziani)”

Lunedi 18 maggio è finita la prima fase del lockdown. Ristoranti, bar e le storiche Cafè pasticcerie hanno riaperto le porte ma i clienti possono sostare solamente nello spazio aperto.

Omar Balducci affronta anche il delicato tema del lavoro dopo lo tsunami del Covid-19:

“Purtroppo il Covid-19 ha causato una forte disoccupazione, circa 156 mila persone sono senza lavoro. 101 mila circa godono al momento del sussidio statale di disoccupazione. Il settore colpito principalmente è stato l’Horeca (Hotellerie, Restaurant, Catering) i quali sono sopravvissuti solo grazie alle consegne a domicilio. Il turismo chiaramente, trasporti e cultura sono stati forse i settori maggiormente colpiti”.

Anche Sarah conferma questa situazione:

Purtroppo non sappiamo ancora quando ripartirà il turismo, anch’io non lavoro da mesi e non lavorerò per un bel po’ di tempo”.

Il turismo interno è già ripartito, di fatto il (Lago) Balaton è stato letteralmente assaltato. In merito al turismo internazionale nessuno si pronuncia al momento – conferma Omar – Si attendono gli accordi bilaterali tra le nazioni Schengen nelle prossime due settimane. Chiuse, per ora, anche la maggior parte delle storiche Terme. Alcune hanno riaperto, specie quelle di stampo medico e non prettamente turistico”.

“Durante e dopo il lockdown il popolo Ungherese ha dato l’ennesima prova di forte senso civile, spesso anche quando le regole non erano state imposte” – conclude Omar Balducci.

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