Lo spino di Maggio.

Il primo maggio è la festa mondiale dei lavoratori, istituita dall’Internazionale Socialista nel 1889 in memoria delle vittime degli scioperi che si tennero a Chicago nel 1886, dove si dimostrava per ottenere la giornata lavorativa di otto ore.
Ma questo giorno era festeggiato ancora prima in tutta Europa : i riti del Calendimaggio erano incentrati sulla forza rigeneratrice del Cosmo , simboleggiato da un grande albero, che rappresenta la forza vitale , la fortuna, la salute e la fecondità.
Nella civiltà contadina di un tempo , propiziarsi la natura era indispensabile ,e, senza scomodare i Celti, che festeggiavano questo giorno come l’inizio della “stagione chiara”, anche le no

stre genti avevano canti e riti di buon auspicio, per festeggiare l’inizio di un nuovo ciclo stagionale e la rinascita della vegetazione.

Al centro di tutto dunque l’albero ,La piòpa ” , il pioppo,che veniva eretto nelle piazze dei paesi, mentre frasche e rami fioriti si ponevano alle porte e alle finestre,e, in certe zone anche nei campi, come scongiuro contro formiche e insetti dannosi per le colture.
Nella notte d’ingresso di maggio, o al mattino presto dello stesso giorno, era usanza “piantare il maggio” e “cantare il maggio”:cioè ornare con rami fioriti la porta o la finestra dell’amata ,cantare serenate sotto la sua casa o canti rituali e chiassosi anche in giro per le vie e le campagne.
Nel mio paese, a S. Mauro, la tradizione di” portare il maggio” alla morosa, cioè un ramo fiorito di biancospino, si è mantenuta fino agli anni “50…..

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