L’Italia perde 180 m2 di suolo al minuto

di Claudio Vastanoworld-soil-day-27698

Lo scorso 5 dicembre si è celebrato il World Soil Day, un evento a livello mondiale organizzato allo scopo di far prendere coscienza alle istituzioni e all’opinione pubblica di quale sia l’importanza dei suoli e della buona gestione che ne permette la salvaguardia.

E di consapevolezza, nel nostro Paese, ve ne è urgente bisogno, visto che –dati ISPRA alla mano- ogni sessanta secondi 180 metri quadrati di suolo agricolo e forestale scompaiono letteralmente sotto un manto di cemento o asfalto. Ma non è solamente l’ampliamento delle superfici artificiali a mettere a rischio i terreni italiani. La crisi economica degli ultimi anni ha anzi avuto il merito di rallentare la tendenza alla cementificazione sfrenata che ammorba la nostra penisola. Purtroppo la natura deve anche far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, primi fra tutti i picchi di calore estremo e i sempre più prolungati periodi di siccità, l’inquinamento e la salinizzazione delle falde acquifere. Questi fenomeni portano a un degrado generalizzato e spesso irreversibile del terreno, e favoriscono i fenomeni di desertificazione già osservati in molte regioni del Sud Italia.

Secondo l’ISPRA, dal novembre 2015 al maggio 2016, da un capo all’altro dell’Italia sono andati persi ogni giorno quasi 30 ettari di suolo, per un totale complessivo di 5.000 ettari di territorio. Cifre impressionanti che rimandano a un Paese sempre più deturpato dalla malagestione ambientale e sempre più soggetto ai capricci del riscaldamento globale.

 

Share