“Lina l’esploratrice” è un libro per l’infanzia da poco tradotto in Italia che racconta il viaggio alla scoperta di sé della curiosa Lina, che scopre e percorre il proprio corpo senza tabù.
Le immagini spiegano nel dettaglio l’anatomia femminile e sono accompagnate da un linguaggio attento e preciso.
All’uscita ci sono state tante voci entusiaste, ma nel giro di poche ore sono apparsi insulti social, troll, accuse.
Questa situazione conferma che una parte del paese è ancorata a cliché retrogradi e retrodatati, che non tengono minimamente conto della realtà.
Si sa (lo dicono i dati) che tante famiglie sono in difficoltà ad introdurre con chiarezza i bambini alla sessualità e un libro dedicato al tema non può che aiutare tutti, anche nel superamento di certi tabù. Oppure, è forse meglio che i giovanissimi scoprano la sessualità solo attraverso i porno? Perché questo succede. Il 90% dei ragazzi tra 8 e 16 anni consuma giornalmente pornografia in rete e l’età media della prima volta è scesa a 9 anni.
Ora, qua nessuno criminalizza i porno, ma forse avere prima un libro dedicato può aiutare sia i bambini sia le famiglie stesse. Credo, pertanto, che “Lina l’esploratrice” sia una cosa buona e giusta, con buona pace di bacchettoni e retrodatati.
PATRIZIO ANDREUCCETTI

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