Ieri, il neonato movimento Liberiamo l’Italia si è finalmente delineato fisicamente e lo ha fatto in maniera impattante.

Circa 3000 persone da tutta Italia si sono riversate per le vie del centro storico di Roma in un corteo pacifico, ordinato, ma quel che piu’ conta, ricco di contenuti. Chi ha partecipato non ha sentito solo slogan vuoti di significato e ripetuti all’infinito, ma ha potuto ascoltare il parere di economisti, giuristi, giornalisti, anziani, giovani e giovanissimi, lavoratori e disoccupati accomunati da un solo sentimento: il profondo sdegno di essere membri di un’Unione Europea, come si legge in uno scritto di Mauro Scardovelli sulla Costituzione, che invece di essere una comunità di popoli e di stati che aiuta i suoi membri, li sostiene e li incoraggia, impone loro politiche economiche recessive, minacciandoli con le sanzioni, che non fanno altro che impoverire i cittadini. I principi su cui si fondava il nostro ingresso in questa realtà erano veramente molto distanti da quelli che ci siamo ritrovati.

E allora è necessario fare marcia indietro e farlo con tutte le nostre forze, ci siamo fidati troppo e troppo a lungo delle persone sbagliate.

Da anni ci ripetono che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, che queste politiche economiche sono solo il frutto della corruzione e per questo dobbiamo continuare a tirare la cinghia. Ma da quando si va in questa direzione, ogni sacrificio non è mai l’ultimo, ogni sacrificio non è mai abbastanza.

In realtà, il debito è costituito tutto da interessi che abbiamo nei confronti delle banche private, un debito che non riusciremo mai a pagare, nonostante si stia facendo letteralmente a pezzi il nostro paese, le sue industrie e la proprietà pubblica, e avremo molto spesso, da ora in poi, occasioni per approfondire questo argomento, affinché sia chiaro a tutti.

Sarebbe questo il concetto di DEMOCRAZIA che ci offre l’Europa? E’ per questo che disapplichiamo, in favore di una legge di rango superiore, il dettato dei nostri Padri Costituenti, l’unica legge in grado di fare veramente l’interesse del nostro paese?

Ieri, molti cittadini europei sono scesi in piazza, sfilando in corteo a fianco degli italiani, e hanno parlato delle loro stesse difficoltà a rimanare in questa “gabbia” dorata. Esponenti di Brexit, francesi, spagnoli e, consentitemi, con un nodo alla gola per l’emozione, ho ascoltato una pasionaria greca, orgogliosa delle proprie origini, che mentre simbolicamente gettava in piazza una manciata della sua terra, ci definiva dei privilegiati. Sapete perché?

Perché abbiamo l’esempio della Grecia davanti ai nostri occhi, di quel popolo dalle grandiose origini, lo stesso che ha esportato l’arte e la cultura nel mondo, che aveva votato per urlare a gran voce che quella dell’Europa finanziaria sarebbe stata una strada sbagliata, di povertà e stenti. Purtroppo, quel popolo non è riuscito ad imporre la volontà espressa con il voto e, oggi, vive davvero in condizioni drammatiche.

In Grecia si muore se non hai soldi per curarti, si è barattato il sangue dei cittadini, anche dei piu’ piccoli, insieme all’inestimabile patrimonio pubblico, per qualche conto in ordine. Non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. Abbiamo il dovere di smettere di dipendere da un’informazione preconfezionata che non sempre mette a nudo delle verità ma spesso tenta di mascherarle.

Una giornalista italiana, Tiziana Alterio, ha pronunciato queste parole – vorrei un’Europa dove stati sovrani convivono in pace, senza che nessuno di essi prevalga sugli altri, dove tutti si possa essere liberamente fieri delle proprie origini e della propria identità, dove ci siano piu’ nascite e meno suicidi, dove si abbia dignità e lavoro per tutti, dove se tieni a questi principi tu non debba essere discriminato o bollato come razzista.

Ecco, anche io vorrei un’Europa così. Vorrei che nel mio paese si tornasse ad essere orgogliosamente italiani, per il glorioso passato che abbiamo avuto e per quanto di bene abbiamo fatto per il mondo intero, nessuno ha il diritto di definirci “popolino” o “Italietta”. Il nostro paese merita cittadini all’altezza, cittadini in grado di decidere delle loro sorti e non certo di lasciarle in mano ad altri.

Iniziamo a pensare diversamente, ad informarci autonomamente…iniziamo a plasmare un cambiamento e facciamolo costituendo una solida e preparata classe dirigente, ricerchiamolo con forza e determinazione questo cambiamento e confidiamo nella fierezza dell’appartenenza a questo meraviglioso popolo e a questo territorio ricco di unicità, che da sempre ci contraddistinguono.

Un videoriassunto della giornata:

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