Lettera per i cittadini di Altopascio

 

 

Aggiornamento Coronavirus – 4 nuovi casi positivi a Lucca, che si aggiungono ai 10 già riscontrati nei giorni scorsi. Chi, da ora in avanti, entra in Toscana e proviene dalle zone rosse (Lombardia e le 14 province di: Modena, Parma, Piacenza, Reggio-Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia) deve mettersi in autoisolamento e chiamare le autorità sanitarie o il proprio medico di famiglia. La stessa misura vale per chi è già entrato in Toscana ed è stato nelle zone rosse negli ultimi 14 giorni. Il numero da chiamare per il nostro territorio è questo: 050.954444.

Vedo fotografie di persone accalcate davanti alla seggiovia sulle piste da sci, gente che si ammassa davanti ai locali, tifosi che aspettano di vedere passare il loro giocatore preferito fuori dallo stadio, tutti vicini, accalcati, persone che si precipitano in stazione e sul treno per uscire dalla zona rossa e attività che confermano gli eventi come se niente fosse. Quale atteggiamento può essere più irriverente di quello messo in campo da chi non ha rispetto per tutte quelle persone che sono ammalate, per tutte quelle persone che hanno senso civico e hanno limitato la loro attività al pubblico con un danno anche economico, per tutti coloro che stanno lavorando duramente per gestire l’emergenza?

La situazione ci riguarda tutti in prima persona e poco importa se sul nostro territorio per il momento non ci sono contagiati.
Nessuno può essere immune dal senso di responsabilità. Un nostro comportamento sbagliato, un nostro fregarcene delle misure precauzionali, in questo momento può generare problemi non solo a noi stessi, ma anche e soprattutto agli altri, magari più fragili ed esposti di noi e, a cascata, al sistema sanitario nazionale, quindi agli ospedali, che devono invece funzionare bene, come stanno facendo, per permettere a chi ha più bisogno di essere curato.

Siamo di fronte a un virus dall’alta contagiosità: se rispettiamo le regole di comportamento, se annulliamo gli eventi, se evitiamo gli assembramenti e le situazioni in cui è impossibile rispettare la distanza di sicurezza di un metro tra una persona e l’altra – che sia un‘attività fisica, una festa, una cena, un raduno, in luoghi pubblici o privati – possiamo riuscire a diluire i contagi, a rallentare il propagarsi del virus, a ridurne il picco.

Le misure previste non sono stupidaggini, non ci si salva a colpi di “tanto a me non succede niente”, non è così che si aiuta il nostro paese a venire fuori quanto prima da questa situazione di emergenza, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico.
Lo dobbiamo fare per noi stessi e per gli altri. Per i volontari, i medici, gli infermieri, i sanitari tutti che stanno lavorando per noi e che sono in mezzo a noi: quanti ne conosciamo? Tanti, di sicuro. Non basta più solo ringraziarli e ricordare quanto siano necessari al nostro Paese. Ora occorre ascoltarli, fare quello che ci dicono, mettere in atto tutte quelle misure precauzionali che il Governo ci ha indicato.

Molti di noi hanno parenti o amici che vivono nelle zone rosse, io compresa. Molti di noi sono abituati a spostarsi, ad andare a una mostra o a un concerto, a passare il fine settimana in discoteca o al pub, a stare in mezzo alle persone. Ora, e per un po’ di tempo, dobbiamo rinunciare. Telefoniamoci, videochiamiamoci, scriviamoci: sarà più bello, dopo, poterci abbracciare nuovamente.

Evitare un’accelerazione dei contagi è l’unico strumento con cui possiamo combattere il virus. E questa cosa dipende solo dai nostri comportamenti individuali e collettivi.

Ce la faremo. Ne sono certa. Ce la faremo insieme, con coraggio, con forza, con grande, grandissima responsabilità.

Fatemi chiudere questa lettera-appello con un pensiero: questa domenica che non sembra neanche domenica sta per finire, ma voglio virtualmente mandare il mio abbraccio più grande e quello di tutta la comunità di Altopascio alle donne che lavorano per il servizio sanitario nazionale e alle volontarie di Protezione Civile. Ha ragione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: a tutte queste donne gigantesche, impegnate in prima linea contro la diffusione del coronavirus deve andare un grande grazie da parte di tutti noi. E la riconoscenza di tutta Italia.

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