LE RICEVUTE DELLE Bollette,  quanto conservarle

Bollette, ecco quanto conservarle

(Foto Fotogramma)

Conservare una bolletta pagata di gas, luce, acqua o telefono è molto importante perché a volte rappresenta l’unica difesa del consumatore. Ma per quanti anni va tenuta? Tutto ciò che rientra nell’erogazione di servizi pubblici di consumo – si legge su guidafisco.it – devono essere conservate per 5 anni a partire dalla data di pagamento della bolletta. In questo lasso di tempo, il gestore del pubblico servizio, può richiedere copia del pagamento come dimostrazione della regolarità del versamento.

Quindi se si è pagata una bolletta il 10 ottobre 2017 si può buttare solo dopo 5 anni e solo dopo il 31 dicembre, quindi dal 1° gennaio 2022 il credito cade in prescrizione e quindi non è più esigibile da parte del gestore e il cliente ha diritto a non dover dimostrare il pagamento.

  • Bollette per consumo di acqua, luce, gas, telefono: 5 anni dalla data di scadenza.
  • Bollettini ed F24 Ici/Imu/TASI: 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento.
  • Spese condominiali: 5 anni.
  • Tassa nettezza urbana (TARSU/TIA/TARI): 5 anni dall’anno successivo a quello di pagamento o di obbligo di dichiarazione.
  • Affitto: 5 anni.
  • Mutui: 5 anni dalla scadenza della singola rata.
  • Cambiali e parcelle dei professionisti: 3 anni.
  • Dichiarazione dei redditi: 5 anni a partire dall’anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione. In caso di ristrutturazioni edilizie o riqualificazione energetica, poiché la rateazione delle detrazioni è su 10 anni, la documentazione per chiedere le detrazioni dovrà essere conservata per 10 anni + 5, quindi 15 anni.
  • Bollo auto: 3 anni a partire da quello successivo alla data di scadenza.
  • Multe stradali: 5 anni.

Se invece la bolletta è stata buttata prima dei 5 anni, il cliente dovrà ripagare la bolletta che non risulta contabilizzata dal gestore perché non può dimostrare l’effettivo pagamento

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