LE PENNE STRASCICATE

Le penne strascicate erano un vero caposaldo della cucina fiorentina.
Erano, perchè ormai sembrano una specie in via di estinzione, purtroppo.
Fanno parte di quelle ricette che poi ricette non sono, ma solo un modo di assemblare più ingredienti, per evitare qualsiasi tipo di spreco.
Spesso, nelle vecchie trattorie accadeva che avanzasse della pasta precotta: quando il boom economico ancora non aveva fatto capolino nelle vite dei più, si doveva trovare il modo di riciclare quella pasta, l’idea di buttarla era un’eresia vera e propria.
Nacque in questo modo la pasta strascicata. Oggi, se la si prepara, la pasta è fresca, cotta espressa per questa preparazione, ma scommetto che non era affatto male neanche nella sua versione originaria!
Quando si prepara il sugo di carne difficilmente se ne cucina un quantitativo giusto per un pasto, si tende sempre ad abbondare e ci ritroviamo poi con un bell’avanzo da riutilizzare.
A dirla tutta, io quando preparo il sugo ne faccio volutamente una quantità industriale, parte lo congelo, parte lo metto in vasetti che sterilizzo e metto sottovuoto, così dura a lungo, salvo quando passano da qui quei lupi famelici dei miei nipoti, che se ne portano via sempre una bella scorta!!
Ma torniamo a noi: quando il sugo avanza, uno dei modi migliori e più gustosi per riutilizzarlo è preparare le penne strascicate.
Patti chiari, amicizia lunga: che nessuno si azzardi a parlare di panna!
La preparazione è molto semplice: si lessano le penne molto al dente, si scolano lasciandole piuttosto umide e si passano in una ampia padella.
A questo punto giù con il sugo, una bella quantità, un paio di cucchiai di olio extravergine e due o tre cucchiai di parmigiano.

A fiamma piuttosto bassa, si “strascicano” lentamente, per farle ben insaporire, aggiungendo un po’ di acqua di cottura se risultano troppo asciutte.
Da ultimo, non è una brutta cosa aggiungere ancora un po’ di sugo e di parmigiano, prima di spengere il fornello.
Vanno servite caldissime, mi raccomando!!
Oggi va di moda “risottare” la pasta, i grandi chef ce lo mostrano in continuazione: ebbene, noi a Firenze gli è un pochino e via che si fa…
Oh “cheffoni”… un vu n’avete nulla da insegnarci, ma tanto da imparare!!

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