I

Gruppi consiliari di opposizione dei comuni di Borgo a Mozzano, Coreglia e Pescaglia non parteciperanno al Consiglio comunale congiunto convocato presso la sede dell’unione dei Comuni il giorno 5 ottobre 2015 – si legge in un comunicato dei gruppi consiliari – Dopo lunga e attenta riflessione, siamo infatti giunti alla decisione di non voler appoggiare né spalleggiare in questa pietosa farsa le maggioranze che governano i Comuni della media valle. Infatti  – specificano nel comunicato – non ha nessuna valenza politica una decisione presa in questo contesto, quando tutti noi sappiamo che, la sede in cui discutere e prendere decisioni sul tema sanità, è la Conferenza zonale e aziendale dei Sindaci, alla quale partecipano gli stessi sindaci che compongono l’attuale giunta dell’Unione dei comuni. La convocazione di questo consiglio dei consigli è perciò una mossa fuorviante perchè lascia intendere con consapevole malafede, che si possa decidere il futuro della sanità della valle. Si continua da anni (ed oggi ne è un esempio lampante) a dividere la zona sociosanitaria in Mediavalle e Garfagnana – specificano nel comunicato –  trattandosi invece di un unico territorio e un’unica gestione che, dalla propria unitarietà, troverebbe la forza e il peso politico per sostenere ed ottenere finanziamenti ed interventi da parte della ASL. Dividi et impera: dividi e comanda … qualcuno in Regione Toscana lo ha compreso benissimo! Negli ultimi anni gli abitanti della Media Valle e Garfagnana, sono state vittime di una gestione totalmente fallimentare della materia “sanità” – accusano i gruppi consiliari nel comunicato –  basata più sulla logica campanilistica che di buonsenso, dopo un furioso e ventennale dibattito sull’opportunità o meno dell’ospedale in Valle del Serchio, sono sprecate inutili energie nel dibattito sulla localizzazione con un confronto serrato con la Regione. Giunti poi ad una decisione presa nel luogo decisionale deputato a questo, la Conferenza Zonale dei Sindaci, è stata messa in discussione e riaperto un dibattito che, ad oggi, ha portato ai nostri cittadini un unico risultato: il niente. Non c’è un Ospedale unico, si va verso un depotenziamento e una chiusura dei nostri presidi ospedalieri e l’assistenza sanitaria e socio sanitaria territoriale è impoverita. Non è da plaudere al risultato e alla capacità politica degli amministratori locali.
Fino alla fine di maggio alcuni dei Sindaci che oggi siedono qui, si sono impegnati largamente e purtroppo, proficuamente, a convincere i cittadini che, nella nostra zona non ci sarebbero stati tagli ai servizi sanitari ma anzi, si prevedevano nuovi investimenti. E tutto questo per affiancare e supportare attivamente la campagna elettorale di quel Enrico Rossi, che dopo essere stato assessore alla sanità stessa, si candidava alla presidenza della Regione. Lo stesso Rossi che, per ovviare al taglio di 2 miliardi imposto dal governo Renzi, ha deciso di realizzare una drastica riduzione delle ASL passando da 16 a 3 macroaree. Una scelta scellerata per metodo, non c’è stata infatti la ben che minima partecipazione (si doveva fare in fretta prima dello scioglimento del consiglio),e scelta scellerata per sostanza, non esistono infatti studi che mettano in relazione macrofusioni con ottimizzazione della spesa e miglioramento dei servizi. Una legge che ha come unico scopo l’accentramento di poteri su tre figure, direttori di area vasta,. Che rispondono direttamente al governatore con conseguente concentrazione di gestione di grandi somme di denaro che non sarà suddiviso equamente. Inoltre per la contrazione del budget si dovrà ridurre il personale di 1500/2000 persone, che sommate alle 2500 perse negli ultimi anni, porterà alla riduzione del personale del 10 %. E dopo tutto ciò, oggi, gli stessi Sindaci fra i quali anche il Segretario provinciale del PD, si rendono improvvisamente conto che c’è bisogno di spronare la Regione, e pensano di farlo coinvolgendo i Consigli comunali. Noi non ci prestiamo a questo vergognoso teatrino!
La Valle del Serchio è quasi interamente amministrata da gruppi di maggioranza espressione PD, stesso partito che amministra la Regione.
Chiediamo per tanto  – concludono nel comunicato – come espressione dei gruppi consiliari di minoranza una completa assunzione di responsabilità delle Amministrazioni comunali coinvolte rispetto a temi fondamentali quale quella della sanità, oggi messo fortemente a rischio da decenni di malgoverno e da logiche di campanile, che si traduca in una presa di posizione chiara e trasparente, in scelte politico amministrative concrete e nella capacità di trovare soluzioni condivise a livello zonale.

Share