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Dopo i sotterranei di San Martino e San Paolino, “risorge” a Lucca anche il sotterraneo di Santa Croce. I lavori di restauro hanno riportato alla luce la pavimentazione cinquecentesca in acciottolato di fiume e lastricato in pietra, la canaletta in pietra e cotto lungo il perimetro di vari locali e quattro pozzi di drenaggio dell’acqua. Nel sotterraneo San Paolino erano state realizzate tre strutture a vista in acciaio corten a rinforzo delle strutture murarie, in corrispondenza degli ingressi, era stato sostituito il ponticello sul canale degli spalti, era stato realizzato l’asfalto natura sulla viabilità esterna ed era stata installata l’illuminazione a terra. Nel sotterraneo di San Martino era stata riportata alla luce la torre esagonale trecentesca e alcune parti delle pavimentazioni del Cinquecento.

Ad aprire le porte dei sotterranei insieme al sindaco Alessandro Tambellini, anche l’assessore regionale Monica Barni, l’assessore Francesca Pierotti, il deputato Raffaella Mariani, il presidente dell’Opera delle mura Alessandro Biancalana ed il coordinatore dell’ufficio tutela dei beni architettonici della soprintendenza, Francesco Cecati.

“Entro il 2017 vogliamo restituire interamente le Mura ai suoi cittadini. Le mura sono patrimonio dei lucchesi”: dicono all’unisono sia Tambellini che Cecati. Gli interventi sui sotterranei sono partiti nel 2013. Un restauro che ha visto un contributo significativo di 13 milioni di euro da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, di 2,5 milioni da parte della Regione e di 800mila euro da parte del Ministero dei beni culturali.

Durante la visita tra gli scorci meravigliosi dei sotterranei L’assessore Barni, sottolinea l’importanza della collaborazione instaurata tra enti pubblici e privati nella realizzazione dell’opera e dice: “vogliamo che questa cooperazione si rinnovi anche in futuro”.

L’orgoglio si sente anche nelle parole di Lattanzi e di Cecati, che ricordano come nelle mura e nei beni culturali sia scritta la storia della città e del suo popolo.

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