Le Chiese, le Pievi e i luoghi di culto sulle rive del Serchio

Terza Puntata – La Pieve di S. Cassiano di Controne

 

1° Parte

 

 

Prima però di entrare, in punta di piedi ed in religiosa attenzione…nella chiesa di oggi, sbarazziamoci o, almeno, cerchiamo di prendere le distanze da malintesi, facili luoghi comuni, che stanno tutt’attorno a questi edifici sacri lucchesi, quasi come i loro sacrati!!

 

 

di Daniele Vanni

 

 

Già: i SACRATIo SAGRATI, non per la sonorizzazione garfagnina della “c” in “g”, ma per un modo di dire comune un po’ a tutto il centro-sud Italia.

Il sagrato era il luogo in cui i fedeli erano aspersi con l’acqua santa, prima dell’inizio della funzione domenicale. Tale rito aveva una funzione purificatrice in quanto il fedele, soltanto dopo aver ricevuto tale benedizione, poteva varcare la soglia di ingresso della chiesa. Soglia che simboleggiava la porta del cielo.

Con il tempo, questo bellissimo rito di abluzione e purificazione che i Latini svolgevano in Febbraio, da cui deriva la nostra “Febbre” che ci purifica dalle infezioni materiali, come le benedizioni dai peccati, è stato sostituito con il semplice, più pratico, segno della croce sempre con acqua benedetta, ma questa volta attinta dalle acquasantiere all’ingresso della chiesa.

 

Prendere distanza…Non dalle leggende antiche: che hanno sempre dentro una gran parte di verità! Al contrario dalle moderne fantasie, dalle ufologie, “giacobberie” e castronerie o… “contronerie” magiche! di cui diciamo subito!

Tutto questo, perché ci serva di viatico per tutti il giro delle 7, 70…chiese che abbiamo appena iniziato a percorrere, come voleva quel Santo sempre allegro e fiorentino di nome Filippo Nieri, usando nei confronti di quelli che fanno lo sport di chi le spara più grosse sulla storia dei luoghi sacri che stiamo visitando, dicendo loro: “State buoni, se potete!”.

 

Platone diceva che “Chiunque sa il nome, sa anche le cose”.

Conoscerlo vuol dire conoscere la ‘cosa’ in se stessa.

Il nome “occupa” uno spazio, ha la “proprietà” della cosa e la spiega.

Senza andare a scomodare Semeiotica, significato e significante, ci siamo intesi: scoprire l’etimo del nome di un luogo, è vederlo finalmente nella sua essenza vera! tanto che a riguardarlo, non ci pare più lo stesso.

L’Amore è basato sulla conoscenza. Anche quando ci porta dolore o delusione.

Come quando scopriamo che uno dei nostri migliori amici, che magari adoravamo, stava vicino a noi con livore, con invidia: il suo volto cambia, perché non è più lo stesso. Anche se a volte riusciamo ad andare oltre, a voler bene ugualmente, a cancellare il male ed il dolore provato, perché è inutile accanirsi contro la piccineria umana.

 

Quindi, contenti della scoperta dell’origine del nome di Brancoli(dopo aver fatto assai più che congetture su quello del Serchio, di Loppia, Filecchio, Barga, Bolognanae aver promesso di svelare presto, integralmente, quello di Lucca, di cui però abbiamo spiegato, assieme al “Rastrello” di S. Frediano, l’origine romana della sua religiosità ed il senso della sua stessa fondazione, antitetica a quella di Luni, dalla quale, non a caso giungerà il Volto Santo! e potremmo dirvi con molta certezza della “ Pantera” legata alla Domus Romana…!!)e aver detto, dopo secoli di leggende, fandonie, rozze stravaganze, la parola definitiva su cosa in verità rappresenti davvero, senza esagerazioni o fantasie, il Brancolino, avevamo risalito felici la corrente del Serchio.

 

Per mantenere anche la promessa, fatta al simpatico e gentile Sindaco di Coreglia, di svelare il significato, assai astruso del nome di Ghivizzano!

 

Risaliamo quindi questo fiume che adoriamo come una Divinità, ma che ci sembra la parodia della vita di oggi: sempre meno “salterino” perché umiliato, privo sempre più di acqua. Un po’ più pulita in verità, che qualche decennio fa, non per l’avvedutezza dell’uomo, ma per la moria delle fabbriche, che è seguita, invariabilmente, a quella di pesci e uccelli. Sostituiti, come sempre avviene nelle selezioni-naturali-non-aiutate-dall’intelletto, da quelle specie onnivore e più adattabili: così oggi il fiume è il regno dei cormorani (che stanno già però, diminuendo perché il fiume non ha più pesci della dimensione adatta alla loro alimentazione), aironi, gabbiani che hanno scambiato il mare con le discariche! il pesce azzurro con gli avanzi degli uomini, come ormai fanno volpi, lupi ed anche cinghiali che si avvicinano ai borghi, contenti dell’inutile raccolta differenziata, con i sacchetti in bella vista tutta la  notte!

E sono tante le presenze “aliene”(queste sì, estranee per davvero!) in questo fiume. Insieme allascomparsadei pescatori che da Firenze, Pisa, Livorno, ed anche da tutta Italia! venivano ad immergere qui le loro lenze, in uno degli ultimi Paradisi che non è più tale.

Perché? Perché anche da Lucca, anche in questi weekends natalizi, animalisti e non, non importa: tanto la nascita del Salvatore è solo una scusa antica, per duplicare ora e centuplicare domani, fino a rendere eterne le ferie estive! anche da Lucca (mentre si tira la Croce addosso a cacciatori e circhi!) in diversi, molti, rispetto alla crisi, alla mancanza di lavoro, al fatto che non si arriva neanche alla fine del mese… molti sono andati in aereo, che ammazza per ogni viaggio con i suoi scarichi di fumi di kerosene e benzine speciali, migliaia e migliaia di animali a volo, a rompere le scatole ai pesci “tropicali” del Golfo Persico o agli ultimi orsi delle Svalbard (in quella Norvegia che già possiede così tante fabbriche lucchesi e tanti BTP italiani!) ultimi orsi affamati che con il clima cambiato, cambierebbero volentieri, se ci fosse ancora, la loro pelliccia  “dalle Pierini” in Via Fillungo o da Boris, quando c’era il cartello che oggi si preferisce nascondere, ben in vista in Piazza della Pupporona, per un bel piatto di carne di foca, con grande scempio degli animalisti che danno carne di balena, di tacchino o di bove ai loro amatissini cuccioli casalinghi! non capendo che finchè c’erano pelliccerie, foreste e boschi, pescatori e cacciatori, gli animali erano miliardi e miliardi. Con la plastica le autostrade, i supermarket ed Internet, e questi bei viaggi istruttivi (?) dopo gli animali, le api, come ci ha profetizzato Einstein, anche l’uomo…è un po’ agli sgoccioli, come gli orsi delle Svalbard, perché andare a S. Pietro a Vico è da ignoranti! e quindi si va anche a Natale ad inquinare quei luoghi solo per poi dirlo agli amici e farli crepare d’invidia!

Difficile capire il collegamento??

Assenze e presenze nuove nel fiume che rispecchia come la Lima la sotto, quando lo permettono quegli scogli che sarebbero aguzzi se non levigati da onde di milioni di anni, che hanno accarezzato sempre trote che ora sono solo nel vivaio di un’ottima ristorante poco distante, i monti e la vita.

Trote deliziose, ma troppo vicine ad un impianto di “scompostaggio” del raziocinio che con il suo odore nauseabondo, finchè non ha chiuso per fallimento, ha dimostrato l’odore di moltissime iniziative di amministratori, di gente che se non avesse il mangiare facile dalla politica,  – l’unico mestiere dove chi sbaglia è premiato con un grado più alto! –  sarebbero finite come le trote fario o quelle che le hanno precedute, sostituite tutte da quelle iridee e da altre importate come le persone sui gommoni, in taniche ossigenate dall’Asia!

Avannotti costretti all’integrazione ante litteram, visto che si gettano in queste acque, di continuo, ogni anno, dal 1930: tanto che viene da chiedersi come facevano i Liguri a sopravvivere con la carne di trota, così abbondante pur senza “lanci” programmati che le stivavano in botti per l’inverno1!

 

Stranieri mischiati in acque con altri stranieri: ad esempio, le carpe, che non conoscevano il Serchio, se non molto in basso, ma con l’assenza spaventosa delle anguille! falcidiate da una pesca devastante, dall’inquinamento (PCB?) ed anche dalle dighe che non lasciano, come da legge, delle gore o piccoli scivoli sempre aperti per la loro risalita e, soprattutto, discesa (compiuta solo dalle femmine, perché i maschi rimangono agli estuari dei fiumi). Percorso che, del resto, non sembrano più in grado di fare: perché le plastiche ingurgitate insieme ad altri inquinanti nei fiumi o in oceano, che attraversano senza mangiare, sembrano le privi, queste esseri antichi che così si riproducevano di quella quantità di grasso necessaria alla migrazione fino al Mar dei Sargassi proprio da queste zone appenniniche dove oggi ci troviamo!

Eravamo saliti quassù, in Controneria, quasi per dovere, perché quel Mosè (colui che guarisce, che libera, lasciando stare la non convincente interpretazione di Freud e quella troppo complessa del grandissimo Giuseppe Flavio, che su Ebraismo e Cristianesimo, essendone, secondo me, uno dei principali fondatori, ne sa più di chiunque altro!) con le braccia sorrette da Aronne e da Cur, per continuare la lotta contro Amalec, che ci accoglie ora nella lunetta d’entrata, ci sono stati davvero di aiuto per cogliere il segno preciso sul Brancolino.

Questo perché, le tante somiglianze tra queste due Pievi longobarde, tra l’altro così vicine come anni di costruzione (772 prima attestazione di Brancoli, 50 anni prima esatti quella in Controneria)ci obbligavano a questo passaggio.

 

Eravamo saliti quassù, in Controneria, quindi, con questi sentimenti, contrastanti, da un lato, ma pieni di quell’ottimismo che dà la posata razionalità. Così, giunti con i nostri appunti, alcuni nuovi, altri ingialliti… per avere qualche informazione in più, magari più nuova, attuale… abbiamo guardato l’IPad che ci segue ovunque.

Ed ecco che la rabbia ci è ripresa in pieno!

Ma come? Oggi che si pretende di sapere tutto e che tutto abbiamo a disposizione, sott’occhio…non come al sottoscritto, al quale toccava sobbarcarsi treni o autobus della Lazzi e passare i giorni e, dove permesso, anche le notti, nelle biblioteche di Firenze o Venezia o Parigi, dove poco capivo con il mio Francese nullo…ed oggi si devono vedere giovani, anche capaci, che hanno tutto qui, tra le mani e potrebbero facilmente…no: forse è proprio per questo: ciò che si conquista a fatica, si tiene caro e stretto.

Quando si ha tutto spiattellato e già “masticato” si può fare a meno di mettere in funzione il cervello!

Così sembra di vedere le generazioni che hanno tutto e subito, anzi: prima! non dare più senso a niente! Ed anche nella cultura, “brancolare” nelle fake-news, volare, rifugiarsi nelle “affascinazioni” magiche, o in quelle ufologiche…e si ripete anche quassù! tanto che verrebbe da esclamare: per favore: Controneria, non castroneria!

 

Non ho nulla contro gli studiosi dell’Esoterico, a tal punto che ho, fin dal Liceo, grandi amici, alcuni anche fraterni, tra i più grandi studiosi e responsabili delle accademie, dei circoli, delle fratellanze o scuole miriache o tra fondatori o responsabili di case editrici tra le più specializzate di Europa, nelle pubblicazioni esoteriche.

E rispetto e stimo profondamente la “Ricerca della Verità Occulta”, che è appunto per pochi, e Esoterica, segreta e per questo non certo divulgata sui siti o in tv!!

Quella che, silenziosamente, nell’Officina, ricerca costantemente l’”Al-di-là” quello vero (ammesso che ci sia, ma non devo certo io risolvere il nodo dell’Oltre!!) quello degli studi del “Leone Egizio” Kremmerz  (al secolo Ciro Formisano) o di Evola(e forse non è un caso che i due più grandi esoteristi italiani, vengano dal profondo Sud italiano)…

Ma non amo affatto coloro che fanno quella magia facilona, subito smascherata perché scendono sul mercato.

Un mercato appena un po’ superiore dei leggitori di futuro, dalla carte o dalle Rune o dai fondi di caffè, tra i quali ci sono anche personaggi straordinari per simpatia e per capacità psicologiche che pochi professionisti hanno!

Parlo di quelli peggiori: i “catodici” e i “sitologi” che usando mezzi così avanzati, spoetizzanti, tecnologici, palesano espressamente di fare a cazzotti con la realtà! e con la…”Disciplina”! E forse codesti, non sanno neppure di cosa parlo…

Quelli che ammantano tutto di “mistero” non facendo niente per capire quello che hanno davanti, con il neppure tanto recondito scopo, di rendere se stessi interessanti, solo perché: “misteriosi”!

Che oggi, naturalmente dilagano addirittura come portoghesi su autostrade senza pedaggio, sul Web, dove c’è di tutto e tutto si crede e tutto si posta come reale!

Questi personaggi, mi sanno tanto di coloro che vendono i numeri del Lotto in televisione! ai quali sarebbe facile dire: “Amici miei: se sapete magicamente indovinare in anticipo numeri, giocateli e siate milionari: perché avete bisogno di venderli agli altri?”.

 

Pare, ma a pensare male, diceva Andreotti, ci s’indovina! a leggere certe recensioni, certi articoli, su questa chiesa sospesa tra la Lima e il cielo, che si faccia roteare la fantasia, per evitare la fatica di studiare veramente le cose.

Come le nostre amministrazioni comunali che invece di studiare il traffico o invitare i cittadini ad usare mezzi pubblici o biciclette, non trovino di meglio che costruire compulsivamente inutili e noiose rotonde che oggi spuntano dovunque.

Là il traffico ristagna più lento. E per andare da Firenze a Trento invece di 300 chilometri se ne percorrono…! Ma molto più lentamente che negli anni del Dopoguerra.

Qui la mente che sembra andare velocissima, si avvolge attorno come un Uroboro!

Che non è la rotonda degli Esoterici!!!

Serpente Alchemico- Uroboro

 

Per spiegare cosa intesero fare i Longobardi e la Chiesa lucchese, dove era una delle loro capitali, costruendo quassù questo “miracolo” di Fede che è la Pieve di S. Cassiano di Contronenon bisogna piegarli, questi nostri predecessori, che faticarono tanto, ma non di fantasia, forzandoli a facili idee, perché non confermate da niente e quindi neppure smentibili, se non dal buon senso, con vacui convincimenti che sono tali: e non fanno progredire nessuno. Creano solo un ‘onda di “mistero” che decade da sola, utili come quelle che si allontanano, per morire poco dopo, come quel sasso che ho lanciato poco fa, laggiù,  nella Lima!

Invece di studiare: siamo o non siamo in una chiesa cristiana, i simboli biblici, evangelici, la criptografia medioevale come faceva Umberto Eco,

è assai più facile sparare giacobbate, da “bestie” su tutti i Bestiari medioevali, riempire di simbologia alchemica, come se il Vescovo di Lucca fosse stato Mago Merlino. Che neppure Lui è mai esistito!

 

Vale lo stesso per gli Ufologi, contro i quali, ugualmente, non ho niente di personale. Ed anzi, mi dicono che qui vicino, sui Monte Fegatesi ci sono spesso loro associazioni e posti di vedetta.

Ma forse gli stessi, ignorano che questa è una delle montagne appartenenti ai loro “colleghi”, perché qui, a Prato Fiorito, le Streghe di Lucca confessavano di tenere i loro Sabba, dopo essersi cosparse le ascelle e altre parti del corpo… con unguenti “speciali” e alzate in “volo” proprio su questi monti spelacchiati non dal Diavolo! atterravano, per congiungersi carnalmente con il Maligno!

In verità, la cattolicissima Lucca, che aveva per prima iniziato la loro ignobile caccia, istituendo l’Inquisizione con l’unico Papa espresso dalla città, Lucio III, ne fece arrestare, torturare e condannare pochissime, come si legge in uno dei più bei libri mai scritti sull’argomento: Abratassà di Carla Sodini.

Ecco, fintanto che uno, specie d’agosto, quando fa molto caldo, viene quassù, magari senza “volare”, armato di binocolo o telescopio, a tentare di cogliere l’attimo di un atterraggio alieno o di un incontro del 13° tipo, io non ci vedo niente da obiettare.

Quando però, sento dire, con tutta la convinzione dell’anima, che le Ziqqurat di Babilonia o le Piramidi di Giza non sono state costruite dal sudore, dalla fatica, dal credo e dal potere umano, e quindi, una pervicacia estrema nel volere ignorare la nostra stessa vita (ed anche scansarla  o almeno scansare i sacrifici! se possibile, facendoli fare ad altri al posto nostro!) ecco, questo, mi viene da pensare, ma anche qui posso benissimo sbagliare! o è da imbecilli oppure questi, da imbecilli, vogliono far passare  gli altri, il che è anche peggio!!

Ecco, di fronte a queste persone, io avrei solo la voglia di chieder loro: io vi credo e penso che i segni del grano siano graziosi ed eleganti simboli e disegni fatti da menti superiori e quindi di questo sono pienamente convinto davvero: Extraterrestri.

In verità, il mio Nonno Adolfoquando il vento gli aveva “aggiaccato” così si dice da queste parti, tante spighe di grano che voleva dire: fame! si disperava tanto!

Ma lui non aveva studiato!

Forse se lo avesse fatto, con lo stesso buon senso, avrebbe chiesto agli Ufologi: dato che questi Alieni ci sono così tanto superiori da aver costruito macchine così potenti, da passare distanze di migliaia e milioni di anni luce, e da averci regalato il modo senza sforzo di innalzare gigantesche piramidi, come hanno fatto sui loro pianeti a progredire così?? Hanno studiato, faticato per millenni, magari premiando la meritocrazia (che in Italia è un peccato mortale), si sono impegnati fino allo spasimo, o hanno avuto tutto gratis da altri Alieni??!

E non sarebbe meglio, restando con i piedi per terra, pensare ai muli, agli asini che si sono sfiancati per portare fin quassù i marmi strappati da uomini che non di rado ci lasciavano la vita nella “lizzatura” (torneremo tra poco, nella 2° Parte, su questo termine: non lo scordate!) i marmi dalle Apuane o quei sassi resi rotondi laggiù dalla Lima con il suo roteare e che quassù mani callose hanno sbozzato, come la pietra angolare massonica, per permettere ai loro bimbi di comprare un po’ di latte di vacca o di capra?

Ecco noi preferiamo essere qui, di fronte a questi marmi scolpiti che non hanno “misteri” se non li trasforma in tali la nostra ignoranza!

 

 

Senza rancore, né offesa, ma con l’invito alle Vostre fertili menti che si impegnino di più su ciò che è reale.

 

Con grande rispetto e affetto,

 

Daniele Vanni

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