castagne-foodie LE CASTAGNE DELLA GARFAGNANA

Numerose sono le varietà di castagne prodotte in Toscana.
In particolare in Garfagnana troviamo tre qualità: la Carpinese, presente anche in Lunigiana e nell’Appennino pistoiese, la Rossola e la Selvana.
Ognuna di esse si distingue per forma, dimensioni, colore della buccia e caratteristiche organolettiche.
La Carpinese, o Carrarese, presenta una forma rotondeggiante e un colore marrone chiaro, la Rossola si differenzia per una buccia color marrone-rossastro e una pezzatura media.
Infine la Selvana possiede una pezzatura medio-grossa, forma ovale con buccia color marrone chiaro e striature in rilievo.
La produzione, che si svolge prevalentemente nel mese di ottobre, ha subito negli ultimi anni una diminuzione a causa della riduzione delle superfici a castagneto da frutto che oggi si attesta, nella sola regione Toscana, a circa il 36% della superficie forestale.
La gestione tradizionale dei castagneti si ripete da secoli senza sostanziali variazioni eccetto che per l’ausilio di mezzi meccanici come motoseghe e decespugliatori, garantendo così il mantenimento delle specifiche caratteristiche organolettiche del prodotto.

L’ALBERO DEL CASTAGNO

È onesto il castagno e prudente; nasce sulle pietraglie, s’abbevera dalle foglie, poca guazza lo disseta, il suo legno è incorruttibile. Dopo un’eternità (che è di là da mai) se dissotterrate una cassa di castagno, essa è sempre intatta. Il castagno non ci fa sospirare il suo frutto; il suo fogliame, che ci dà il letto per le bestie, mai è assaltato dagli insetti; con il suo legno si fanno le doghe per le botti, oltre che gli arnesi lavorativi e i mobili sacri.Il rimanente lo sapete, per visiva esperienza. La farina di castagne, nei luoghi selvosi e lontani dall’abitato, sciolta nell’acqua, si somministra come astringente, se ne fanno cataplasmi, e «vinate» (cotta nel vino si lascia assai sciolta e si suole usare nelle serate d’inverno molto fredde, si prende dopo cena, avanti di entrare nel letto ed è molto riscaldativa).

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