Da decenni, per un gusto personale, forse sbagliato, che mi porta ad inseguire la produzione del tempo che fu, quando anche i manufatti dell’uomo sembravano avere un’anima, percorro non solo la Toscana, ma anche le zone vicine, per visitare mercatini di antiquariato, dell’usato, fissi, stanziali o saltuari o ricorrenti come il nostro di Lucca, una volta splendore della città ed ora, in buona compagnia, a registrare crisi, arretramenti, in qualità e quantità di merci vendute. Con i venditori di lontano (ne venivano in tanti addirittura dalla Puglia, da oltre Genova o dall’Emilia, che ora non si vedono più) quasi spariti e quelli”nostrani” in forse se continuare.

Insomma conosco questo ambiente assai bene e così sono stato facile profeta a prospettare un futuro che ora è solido presente per il riuso, il riciclo, la vendita dei privati (come avviene a Londra o a Bruxelles da decenni).

Il tempo di crisi ha fatto il resto. Così le differenze tra mercati antiquari e coloro che svendono a pochi euro merci “casalinghe” si sta drasticamente riducendo, con calo dell’antiquariato e avanzata di questi mercati che potremmo definire ecologici ed anticrisi.

Anche questa due-giorni a cavallo della Festa della Liberazione, dei Mercanti per caso o Mercatino delle Carabattole (ideato e magistralmente condotto da Franca Ramacciotti e dal figlio  Edward) al Montiscendi di Monte San Quirico, ha visto un afflusso enorme di venditori e di acquirenti.

Un successo che merita, da parte dell’Amministrazione lucchese di essere seguito e, se non incentivato, perché non ne ha bisogno, certo aiutato perché poi non abbia il calo di altri settori. Parlavamo prima del Mercato Antiquario. Ma basta percorrere le vicine strade del Giannotti, una volta fulcro del commercio e della vitalità lucchese, ed ora vuote, con i cartelli vendesi e affittasi che la fanno da padrone, per rendersi conto che non ci possiamo permettere di perdere, come città, altre occasione di lavoro, scambio e commercio.

Quindi, per questi mercatini, pensare a date fisse, ad eventi di sostegno e collaterali, sgravi nel costo del suolo pubblico e nella pubblicità, dato che si tratta nella stragrande maggioranza dei casi, non di venditori professionali, ma di cittadini che svuotano la soffitta o la cantina. Ma abbiamo fatto solo qualche semplice esempio. I nostri Amministratori locali ne sanno molto più di noi ed è inutile avanzare suggerimenti.

 

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