Le antiche superstizioni popolari: il venerdì 17.


Oggi è venerdì 17, e la superstizione vuole che sia un giorno portatore di sfortuna. Nella lista c’è anche venerdì 13, considerato sfortunato perché situato dopo il 12, numero che rappresenta la perfezione ed è considerato magico. Basti pensare ai 12 segni zodiacali, 12 dei dell’Olimpo, 12 apostoli, 12 mesi e via dicendo.
Il venedì 17 invece, ha un’aura di sfortuna per diversi elementi infausti: Nell’antica Grecia i pitagorici lo disprezzavano poiché si trovava fra il 16 e il 18, due numeri considerati la pura rappresentazione dei quadrilateri 4×4 e 3×6. non si è salvato nemmeno nel Medioevo, dove il 17 (che veniva scritto a numeri Romani XVII) veniva spesso confuso con il suo anagramma VIXI, che in latino significa “vissi”, ovvero “sono morto”, e che veniva scritto sulle lapidi.
Comunque sia, il venerdì è sempre stato considerato di per se stesso, un giorno infausto: per il cristianesimo era pur sempre il giorno della morte di Cristo. Di venere e di marte, dice il proverbio, non si non si sposa non si parte, né si dà principio all’arte”. La superstizione vuole addirittura che il ridere di venerdì riservasse lacrime per la domenica.
I contadini di una volta stavano molto attenti a non fare il pane di venerdì, e si guardavano bene di non cominciare nessun lavoro importante in questa giornata.
Ma noi sfatiamo il detto e prendiamo esempio da Cristoforo Colombo, che partì da Porto Palos un venerdì, mise piede sulla Nuova Terra di venerdì e rientrò sempre di venerdì nel porto da cui era partito.
Un portafortuna storico è il ferro di cavallo, appeso alla parete porterebbe fortuna alla casa e a chi vi abita. Sembra che questa caratteristica sia stata attribuita grazie al materiale: il ferro. Considerato un materiale forte in quanto resistente al fuoco, veniva considerato fortunato anche chi lo lavorava, il fabbro. Già gli antichi Romani inchiodavano alle pareti di casa ferri di cavallo come difesa dalla peste e nel medioevo era addirittura usato come mezzo di guarigione; persino i Cristiani credevano in quest’amuleto in quanto la forma ricordava la lettera C di Cristo. In tutto il mondo il ferro di cavallo viene usato come portafortuna stando attenti ad appenderlo con le punte rivolte verso l’alto.

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