Lavoro: le professioni ICT con oltre 130 mila posizioni apertehacker-2_t-kVSD--835x437@IlSole24Ore-Web

 

Buone notizie dal mercato del lavoro. Le offerte nel settore dell’ICT (Information Communication Technology) crescono del 26% ogni anno. Questi i dati che emergono dall’analisi presentata alla Digital Week di Milano da Modis, società del gruppo Adecco. Positivo anche il trend di crescita dei salari dei lavoratori neolaureati nel settore tecnologia.

Le notizie meno buone che emergono dal rapporto di Modis riguardano la domanda. Secondo le stime della società di analisi, da qui al 2020 il divario tra domanda e offerta è destinato a raddoppiare, passando dal 9% attuale ad un +19%. Tra tre anni, queste le previsioni, il divario tra domanda e offerta lascerà sul piatto del mercato del lavoro oltre 130mila posizioni scoperte.

Quello che sta accadendo è molto semplice: a fronte di aziende che cercano neolaureati con competenze specifiche nel settore dell’ICT, non ci sono professionisti con competenze adeguate a coprire le posizioni richieste.

Ma quali sono le posizioni più richieste in un mercato del lavoro in così profonda trasformazione?

In un mercato dominato dall’informazione, la capacità di interpretare i dati che troviamo in rete diventa una priorità per l’azienda. L’obiettivo è naturalmente quello di sviluppare app e strategie di marketing targettizzate per i propri clienti. Ecco che entrano in gioco i business analyst e gli esperti di big data. Nel report presentato da Modis, il numero di annunci di aziende alla ricerca di queste figure professionali, ha visto una crescita media annua del 90%. In un mondo sempre più connesso, in cui l’informazione è diventata una nuova valuta, questi professionisti, grazie alle loro competenze, interpretano i dati in loro possesso per trasformare le richieste più o meno esplicite degli utenti in prodotti che l’azienda immette sul mercato.

Gli sviluppatori di software e siti web rappresentano una grossa fetta degli annunci pubblicati sui portali delle piattaforme specializzate nella ricerca di lavoro. Si tratta dei software developer, coloro che si occupano dello sviluppo ad esempio di app per smartphone e tablet. La richiesta di questi professionisti è cresciuta parallelamente all’aumento degli accessi alla rete da smartphone e tablet e all’impiego delle app come strumento per intercettare utenti sempre più mobili. Non è un caso che piattaforme online tradizionalmente nate per un’offerta da desktop abbiano sviluppato negli ultimi anni app specifiche per mobile. Una strategia seguita da leader del gioco online come PokerStars che ha ampliato la propria offerta da desktop con giochi specifici per iOS e Android.

Ma anche in settori come il turismo e la cultura la domanda di app strategiche per intercettare nuovi utenti è diventata una priorità. Da qui è nata l’idea di sviluppare un’app per conoscere i territori della Mediavalle in maniera semplice e veloce attraverso l’applicazione Mediavalle app. Segno che anche il turismo sta cercando nuovi modelli di comunicazione con i visitatori.

Per gli esperti di sicurezza informatica e i professionisti dell’IT l’aumento medio annuo è pari al 56%. I primi non hanno bisogno di presentazioni e si occupano di tutto ciò che riguarda la protezione dei dati sia a livello interno che esterno all’azienda. I secondi sono i professionisti che in possesso di skill non solo tecniche troveranno le soluzioni migliori per creare una rete di connessione tra i vari dispositivi tecnologici. Un tipico esempio dello sviluppo di un sistema IT è l’Home Kit della Apple che permette di far parlare tra loro i dispositivi della mela.

Professionalità di questo tipo non si costruiscono in un giorno e occorre realizzare percorsi formativi ad hoc, a partire ovviamente dalle Università.

La necessità di ripensare la relazione tra mercato del lavoro e formazione è più che mai necessaria a fronte di un digital mismatch così significativo come quello emerso dal report di Modis.

 

Share