LUK, LUCAE, LUCCA TRA STORIA E LEGGENDA

L’Auser, l’Auserculus, il Serchio e le sue piene14633524_1085870461512199_6797065082375722557_o

Abbiamo visto che l’Auser (poi Serchio) se ne andava tranquillo per la piana di Lucca senza avere un corso ben preciso, o meglio un corso lo aveva ed è all’incirca quello attuale, ma dopo Ponte a Moriano si divideva in più parti per l’abbondanza delle sue acque finché col passare dei secoli l’uomo ha cercato di dominarlo.
Ma il Serchio che raccoglie tutte le acque dei Monti Vecchi, l’Appennino Lucchese, delle Apuane, e dell’Abetone attraverso il torrente Lima (da quì il detto “quando la Lima si mette a limare il piano di Lucca fà tremare) nel tempo ha allagato spesso la piana e a volte la città tanto da seppellire la Lucca romana sotto tre metri di fango.
Vediamo un riassunto di alcune piene importanti.
– Il 12 Novembre 1598 una piena impetuosa travolge il ponte di Monte San Quirico, le acque si dirigono verso la città danneggiando le mura, il torrione di Santa Croce, le campagne sono completamente allagate.
– Il 6 novembre 1623 il fiume rompe gli argini appena costruiti nei pressi di Saltocchio, si rovescia nelle campagne e devasta Bientina e Vicopisano prima di gettarsi nell’Arno.
– Il 18 novembre 1750 il serchio rompe l’argine a Sant’Anna e allaga Fagnano, S.Angelo, S.Donato e San Concordio, conclude la sua corsa scaricandosi nel lago di Sesto o di Bientina prima di entrare in Arno.
Gli abitanti, come dicono racconti dell’epoca, fuggirono trovando rifugio in città.
– 18 novembre 1812, dopo una violenta pioggia durata 36 ore il Serchio travolge il Ponte di Monte San Quirico, rompe gli argini a Saltocchio allagando gran parte della piana e la città.
L’acqua entrò dentro le mura nonostante avessero chiuso le porte arginandole con sacchi di sabbia, gli storici narrano che in città si girava in barca, i pozzi erano inquinati con gravi conseguenze per la popolazione, da questo episodio fu coniato il detto “costar più del Serchi ai Lucchesi”.
– Il 25 ottobre 1819 di fronte ad una piena eccezionale si provvede a tagliare gli argini a Sant’Alessio per non veder ripetere i danni dell’alluvione del 1812, il fiume però rompe gli argini a Ripafratta allagando le campagne pisane e le acque arrivarono sotto le mura di Pisa, a San Giuliano l’acqua era alta m. 1,77.
– Il 2 ottobre 1836 c’è stata la peggior piena del fiume Serchio, a Sesto di Moriano l’acqua arriva a m 43,10 s.l.m. con una portata di 2.200 mq al secondo, viene spazzato via il ponte sulla Fegana, il Ponte del Diavolo subisce seri danni, a Cerasomma il Serchio esce dagli argini devastando la campagna.
– Il 15 e 16 gennaio 1843 il Srchio rompe gli argini a Sant’Alessio e a Nozzano, viene spazzato via il ponte di Diecimo (allora chiamato Ponterotto), il fiume devasta la piana di Pisa allagando i paesi di Filettole, Colognole, Avane, fino a Migliarino e la città di Pisa.
– Nel novembre del1922 e 1944 fu tagliato l’argine a Sant’Alessio riuscendo ad evitare danni maggiori ma allagando il paese.
disegno tratto dal libro “lo straripamento del fiume Serchio” di Ambrosoli.
FONTE EZIO LUCCHESI

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