L’Assessore all’Urbanistica Valentina Salvatori interviene sulla variante al Piano Strutturale in risposta ai consiglieri di Idee in Comune

SERAVEZZA – Il carattere altamente disinformativo della presa di posizione di Idee in Comune sui temi urbanistici impone un immediato chiarimento. Le considerazioni espresse stamani a mezzo stampa da Elena Luisi e Riccardo Cavirani sulla variante al Piano Strutturale sono infatti non corrette e fuori luogo.

Si accusa il Comune di voler “ingessare il territorio” attraverso la puntuale perimetrazione delle aree urbanizzate. Innanzitutto faccio rilevare che l’individuazione di tale perimetro non è frutto di un capriccio del Comune di Seravezza, ma è un preciso obbligo imposto dalla Regione a tutti i Comuni della Toscana.

 

In ogni caso, definire un perimetro non significa di per sé “ingessare” un territorio, anche perché, in realtà, fuori dalle aree urbanizzate verrà impedita soltanto la nuova edificazione di tipo residenziale, ovvero il consumo di territorio vergine per realizzare nuovi fabbricati ad uso di civile abitazione.

 

Tutto il resto, però, potrà essere eventualmente consentito. A partire ad esempio dalla possibilità di recuperare, ampliare, modificare la destinazione del patrimonio edilizio esistente (eventualmente anche in residenziale), nonché realizzare ex novo volumi per attività di tipo agricolo, commerciale, produttivo, turistico-ricettivo. Le possibilità di investimento e di sviluppo restano quindi molto ampie, fuori e dentro il territorio urbanizzato.

C’è un altro importante aspetto che l’opposizione non coglie e che si riferisce al caso specifico del nostro Comune: il fatto che, proprio attraverso l’adeguamento ai piani regionali, il nostro strumento urbanistico potrà di fatto ampliare i contorni del territorio urbanizzato. Fin quando non adegueremo il nostro Piano Strutturale al PIT della Regione, infatti, continueranno a valere le perimetrazioni delle vecchie UTOE, assai più strette di quelle previste con la nuova perimetrazione. Siamo quindi in presenza di un’opportunità, non di una limitazione.

Gli obiettivi che perseguiamo con la variante al Piano Strutturale sono precisi e dichiarati in premessa: qualità ambientale, identità territoriale, qualità della vita e dell’abitare, coesione ed equità sociale, attrattività e turismo sostenibile, lavoro e occupazione. Lo sviluppo e la crescita sono valori che per noi devono trovare un equilibrio con la tutela e con la valorizzazione del territorio. Un equilibrio, non una contrapposizione.

Ci meraviglia un po’ chi riesce invece a passare con grande disinvoltura da posizioni che su certi temi sembrano iper-ambientaliste a vecchie visioni di sfruttamento edilizio intensivo del territorio.

Colgo l’occasione per sottolineare un altro aspetto che alla nostra distratta opposizione sfugge: il Comune di Seravezza ha già abbondantemente raggiunto e superato gli obiettivi di bilancio sui proventi da oneri di urbanizzazione per l’anno in corso.

 

È un segnale di ripresa dell’attività edilizia e la prova che il territorio non è così “ingessato” come si vorrebbe far credere. Il segnale è ancor più positivo se si considera che la maggior parte dell’attività ha riguardato il recupero del patrimonio edilizio esistente. Incentivare questo trend è ciò che riteniamo giusto continuare a fare, puntando all’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini.

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