Quando vediamo praticare un massaggio, ci viene in mente l’arte di fare il pane. E infatti, il termine “massaggio” deriva proprio dal greco “massein” che significa “impastare”, “modellare”. Solo che sotto le mani del terapista non c’è farina e acqua, ma un corpo da migliorare. Infatti, il massaggio è la più antica forma di terapia fisica, utilizzata nel tempo da differenti civiltà, per alleviare dolori e decontrarre la muscolatura allontanando la fatica. Oggi, le tecniche di massaggio sono moltiplici ed estremamente raffinate e trovano spazio all’interno della fisioterapia, della medicina alternativa e nei trattamenti estetici. Ne esistono infatti diversi tipi, con differenti finalità: distensivi, muscolari, sportivi, antidolore, drenanti, anticellulite. Oggi siamo venuti al “Centrofisioterapico San Giusto” di Porcari, per capire qualcosa di più del linfodrenaggio, o ‘drenaggio linfatico manuale’ (DLM), un particolare tipo di massaggio praticato nelle zone del corpo con un’eccessiva riduzione della circolazione linfatica e una stagnazione di liquido.IMG_1279

“La linfa, non è solo una prerogativa delle piante! – mi dice la Fisioterapista Raffaella Ramacciotti che dirige il Centro, – Il nostro sistema linfatico è importante come il sistema circolatorio, ma noi ce ne occupiamo di meno. Invece è fondamentale, perché è una specie di idrovora che trasporta i fluidi dagli spazi tra le cellule al sistema circolatorio generale. Ma non è solo un insieme di “tubicini” che veicolano liquidi: è fondamentale come filtro e nella risposta immunitaria”.

Quindi, il linfodrenaggio è un massaggio molto particolare.

“Assolutamente! E non deve ridursi ad un semplice massaggio su varie zone, perché non ha effetto! Per aiutare la circolazione linfatica ed eliminare una stagnazione di liquido, bisogna seguire un protocollo. Io ho studiato per due anni in una scuola di Roma e ormai da molto tempo, ho scelto e seguo il Metodo Vodder, che per esperienza, ritengo un vero toccasana!

Come si svolge una seduta con questo metodo dal nome tedesco?

“In effetti, era danese! Ma questo ha poca importanza. Importante è che ha messo a punto una tecnica estremamente efficace! Durante la maggior parte di una seduta di un DLM, un drenaggio linfatico manuale, il massaggio si esegue dalla periferia verso gli organi interni (in senso centripeto). I vasi linfatici hanno delle piccole valvole a nido di rondine per impedire il reflusso. Noi quindi bisogna massaggiare nel senso del flusso linfatico.

La seduta inizia con una riattivazione delle varie stazioni linfonodali del tronco, per poi concentrare il resto del tempo sulle zone distali, ossia gli arti.

La pressione deve essere sempre regolata in modo da non provocare arrossamenti né dolori!”.

IMG_1281E qui mi fa vedere i quattro tipi di movimenti, fondamentali in questa tecnica che sarebbe troppo complicato spiegare per scritto, con le mani che compiono dei massaggi circolari, con le dita, oppure con dei tocchi con pressioni, come se si spingesse con il palmo della mano.

Vedo che il paziente ha anche un senso di benessere immediato…

“Tra benefici del trattamento, – mi dice ancora la Signora Ramacciotti, che ha una vera arte nelle sue mani! – oltre la sensazione di calore muscolare, utile a rilasciare tensioni accumulate, vi è la sensazione di leggerezza, poiché i muscoli lavorano con meno carico di liquido, che facciamo defluire. A volte consigliamo di continuare il trattamento, dopo la seduta, con l’uso di fasce elastiche che impediscano la stagnazione, soprattutto negli arti inferiori. Ma forniamo, anche per scritto, tutta una serie di comportamenti da tenere, a tavola, durante il sonno o al lavoro, per far sì che il nostro intervento abbia più efficacia e duri nel tempo.”

Ho notato che, dopo aver massaggiato a fondo la base del collo, nella seconda fase del linfodrenaggio, ha insistito nel massaggio in tre zone particolari: in una zona abbastanza bassa della colonna vertebrale, all’attaccatura delle cosce e sotto le ascelle…

“Ha notato bene! Infatti la linfa dagli arti inferiori affluisce al centro di raccolta principale che è la cisterna di Pecquet, a livello delle prime due vertebre lombari. Forse è più nota a tutti come cisterna del chilo, da cui origina il dotto toracico che fa confluire tutta la linfa nel sistema venoso alla base del collo, che abbiamo massaggiato per prima. Dagli arti superiori (come dalla parte superiore dell’addome e del tronco) la linfa si raccoglie alle stazioni linfonodali (20 o 30 linfonodi) situate nelle ascelle. Così i linfonodi inguinali raccolgono la linfa degli arti inferiori, del perineo e degli organi genitali”

Cosa consiglierebbe a chi ha sentito parlare del linfodrenaggio o viene già da Lei ed è in cura con questo speciale tipo di massaggio

   “Senz’altro l’ottimo l’abbinamento del linfodrenaggio manuale preceduto da manualità di massaggio connettivale. Io adotto il metodo di Elisabeth Dike, cioè il massaggio connettivale riflessogeno, nato con il nome originale metamerico…ma questo è abbastanza complesso e lo spiegherò a Lei e ai nostri lettori nella prossima puntata!”

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