L’ARATURA DEI CAMPI 20994320_10154908022711814_7841512024743233131_n

Ci avviamo verso la fine di agosto e questo è il
tempo nel quale si comincia uno dei lavori fondamentali per la campagna, l’aratura.
Ancora dopo la seconda guerra mondiale c’era chi arava con i buoi, ma dopo gli anni ’50 questa pratica è stata velocemente e definitivamente abbandonata a favore dei moderni aratri trainati dai trattori.
Si cominciava al levar del sole,si “attaccavano i buoi “al giogo e ai vari finimenti e ci si avviava verso i campi da arare sfruttando le ore più fresche della giornata.
Le bestie che si volevano destinare a questo lavoro venivano addestrate per tempo a cominciare dai due anni d’età, ma non potevano essere utilizzate a caso,ognuna aveva la sua “mano”: c’era quella a mandritta che era abituata a stare a destra e quella mancina che stava a sinistra, così che il lavoro procedesse spedito e diritto senza troppi richiami da parte del “zarladòur”,colui che guidava e sollecitava il “tiro” dei buoi .
L’aratura era un lavoro lento e pesante , si andava da una “cavedagna “all’altra del campo ,si girava e si tornava indietro , ma ,a seconda del risultato che si voleva ottenere ,si poteva cominciare ad arare dal centro, se il campo doveva essere “colmato” o dai lati se si voleva creare al centro un “solco spaccato”.

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