Sabato 30 maggio l’Unione dei Comuni Media Valle del Serchio e l’Amministrazione provinciale in collaborazione con le Associazioni dei pescatori locali organizzano il lancio di avannotti di trota Fario

E’ ormai da 4 anni che nei territori dell’Unione Media Valle Serchio si svolgono studi ed azioni concrete per la tutela e per la valorizzazione delle trote native, quelle cioè autoctone del Fiume Serchio e dei suoi affluenti in collaborazione del Mediterranean Trout Research Group, gruppo che unisce ricercatori in campo ittiologico ed ambientale. Di fatto questa nuova campagne di attività  è il frutto dei risultati ottenuti dal lavoro conoscitivo realizzato dal 2006 al 2008 all’interno del “Progetto per la produzione di Trota Fario Mediterranea (Salmo trutta macrostigma)  per il ripopolamento delle acqua pubbliche vocate a salmonidi della Comunità Montana Media Valle del Serchio”, nel quale è stato sviluppato un importante studio di monitoraggio genetico delle naturali popolazioni di trota presenti in queste acque.

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L’investigazione del DNA dei pesci campionati nelle varie aste torrentizie della Media Valle del Serchio, in particolare nei torrenti appenninici, ha permesso di determinare lo stato di salute delle popolazioni presenti. Il grado di ibridazione genetica apportata dalla trota fario zootecnica di origine atlantica, vale a dire non autoctona per le acque della Provincia di Lucca, nelle popolazioni native è risultato mediamente basso  testimoniando il buon stato di salute delle popolazioni di Trota Mediterranea, le quali non hanno permesso il diffondersi in maniera invasiva di geni alieni. Inoltre è stato possibile, tra i soggetti risultati puri, individuare le livree autoctone di riferimento che hanno permesso la selezione di esemplari adulti, catturati in questi corsi, da avviare alla carriera riproduttiva.  Infatti nel corso di questi anni sono state selezionate trote Mediterranee autoctone secondo i canoni stabiliti, e stabulate in apposite vasche dove nelle varie stagioni riproduttive è stato generato, mediante operazioni di riproduzione artificiale, il novellame autoctono da utilizzarsi per la creazione di  futuri parchi riproduttori e per le pratiche di ripopolamento delle acque di origine. Oltre ai benefici generati dalla produzione ed al ripopolamento con avannotti e trotelle delle linee autoctone il progetto ha evidenziato la presenza di una popolazione propria del Serchio che ha una livrea marcatamente differente alle popolazioni presenti nei torrenti tributari sia del versante appenninico che apuano. Tale livrea è verosimilmente ascrivibile ad una forma di fluviale, cioè quella varietà di Trota Mediterranea adattata alle acque di fondovalle in cui condivide l’habitat con ciprinidi reofili tollerando particolari condizioni ambientali quali elevate temperature e mediocri concentrazioni di ossigeno.

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Questa varietà di fondovalle è oggi la trota maggiormente minacciata ed a concreto rischio di estinzione nelle acque di origine. Fortunatamente nell’annata corrente i riproduttori selvatici stabulati in vasca hanno consentito la produzione di circa 100.000 uova che, una volta schiuse, hanno originato un contingente di circa 80.000 avannotti che secondo le indicazioni della Ricerca e del Servizio Pesca della Provincia di Lucca raggiungeranno nei prossimi giorni alcune acque selezionate del fiume Serchio e dei suoi tributari. La semina avverrà, condizioni meteo permettendo, sabato 30 maggio. Alle operazioni di ripopolamento parteciperanno i pescatori delle associazioni alieutiche del territorio coordinate dal Servizio Pesca provinciale e dall’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio.

simone

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