LA ZUPPA DI BRASCHETTA DI LAMMARI

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Questa ricetta è tipica della zona di Lammari ma forse di tutta la lucchesia, me l’ha raccontata stamani un signore di 80 anni che la faceva sua mamma fino agli anni ’60 del secolo scorso.
Ora devo dire che questo signore faceva il fornaio e non è mai entrato in una cucina, che la ricetta è un ricordo di gioventù e mi racconta che ne andavano matti, però dal suo racconto credo manchi un soffritto di sedano carota e cipolla e forse anche una fetta di lardo, soffritto tipico di tutte le zuppe di verdura, ma lui questo non lo poteva ricordare.
MI racconta che mettevano la braschetta a cuocere, un pentolone, tritata grossolanamente, poi mettevano aglio, tanto aglio diciamo uno o due capi con gli spicchi tutti sbucciati, poi finocchio selvatico a profumare, sale e pepe.
Quando la zuppa era cotta sua mamma tagliava fette di pane casalingo, le passava in forno, le strusciava ancora calde con l’aglio ne faceva uno strato in una grossa zuppiera, poi sopra uno strato di zuppa, poi uno strato di pane, poi ancora zuppa fino a finire gli ingredienti guardando bene che il pane assorbisse tutto il brodo prima di aggiungere altra zuppa, poi nel piatto olio di frantoio, chi lo aveva.
Lui mi racconta che l’aglio pur in quantità enormi da cotto non dava noia alla digestione anzi scompariva nella zuppa lasciando solo sapore, faceva bene al sangue ed era un disinfettante naturale, ora come vi ho detto secondo me la zuppa è incompleta e ci aggiungerei solo il soffritto, ma se qualcuno avesse notizia di questo piatto ormai perso nel tempo parli ora o taccia per sempre.
di ezio lucchesi

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