La Xylella arriva anche in Toscana

 

 

di Claudio Vastano

 

Brutte notizie per quanto riguarda la lotta al batterio Xylella fastidiosa. Non solo fino a questo momento non si è riusciti a trovare una cura adeguata, ma l’areale di diffusione della malattia sta inesorabilmente continuando a diffondersi da un angolo all’altro dei Paesi mediterranei.

L’ultimo focolaio è stato identificato proprio qui, in Toscana, sulle pendici del monte Argentario.

Secondo Coldiretti, il batterio “è avanzato inesorabilmente verso nord a una velocità di più di due chilometri al mese, infettando oltre 21 milioni di piante e lasciando un panorama spettrale con perdite di tempo, annunci, promesse e inutili rimpalli di responsabilità.”

Fino a questo momento i danni arrecati alle coltivazioni di ulivo in tutt’Italia ammontano a oltre 1 milione di euro. “La malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando fino a Monopoli, in provincia di Bari, con effetti disastrosi sull’ambiente, l’economia e l’occupazione.”

A dare conferma della gravità della situazione è anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che spiega come alcuni trattamenti sperimentali possano ridurre i sintomi e ritardare l’infestazione, ma non eliminare il patogeno.

La Xylella è stata individuata per la prima volta nel 2013 in Salento. Nel 2015 essa aveva già raggiunto la Corsica e la Francia, mentre nel 2016 sono stati registrati i primi casi nelle Baleari e in Germania.

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