LA VINATA

ricetta del “Museo del Castagno” di Colognora di Pescaglia
è tipica delle notti freddissime, delle serate a “veglia” con gli amici intorno al fuoco, si mangia tutt’ora in Garfagnana la sera di Natale prima di andare in chiesa, il vino con cui è cotta mette caldo, arrossa le orecchie e non ti fà sentire i rigori dell’inverno in montagna.In una casseruola si mette del vinello (in gergo picciolo) oppure si allunga con acqua del normale vino da tavola rosso; si aggiunge mescolando qualche cucchiaio di farina di castagne (preventivamente setacciata). La giusta densità si trova quando la mestola di legno viene tirata su velata di biancastro.
Si mette la casseruola sul fuoco e si porta ad ebollizione mescolando continuamente e cuocerà per una mezz’ora.

Quando fa plotta, plotta,
La vinata è bella e cotta.


Si scodella e si mangia calda da sola o con una spolverata di zucchero.

Note: Picciolo
Si tratta di un vinello che viene ottenuto nel modo seguente: quando si strizzano nel torchio le uve, una volta fatto uscire il mosto, si allenta la pressa si bagnano le vinacce con acqua e si strizza nuovamente.
Si ottiene un liquido piuttosto chiaro, che dopo una brevissima fermentazione va bevuto subito, in quanto non avendo praticamente quasi nessun grado alcolico è molto facile che prenda cattivi sapori o che si deteriori.
Questa antica pratica oggi è caduta in disuso in molti paesi.

fonte ezio lucchesi

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