LA TORTA DI RISO GARFAGNINA

Questa ricetta tipica della Garfagnana ma che ha torte simili in Lunigiana e nel Massese veniva fatta e consumata nelle vigilie dove per un giorno si mangiava solamente torta di riso e di patate.
Poi questa torta, veramente buona, ha cominciato a essere reperibile anche nelle domeniche, nelle trattorie, nelle mescite di vini, nelle piccole botteghe.
I miei nonni avevano una botteghina con poco di tutto quello che serviva alle famiglie del paese ma la domenica e specialmente d’estate si riempiva di gente dai paesi vicini perché c’era il gioco delle bocce, il tiro della forma e i tavolini per giocare a carte, negli ultimi tempi poi arrivò anche la televisione che riempiva la stanza ogni sera.

La torta è facile da fare, non ci sono i pesi perché le nonne facevano tutto a occhio, poi c’era il forno a legna che dava forza alle preparazioni che risultavano più buone, si deve anche dire che per le “botteghe” c’era tanto pepe nell’impasto perché la gente doveva anche bere e l’oste guadagnare.

Innanzi tutto si mette il riso a cuocere in acqua salata, all’epoca non importava la qualità e il tipo, si toglieva al dente e si faceva freddare, nel frattempo si preparava una sfoglia di pasta fatta di farina e acqua, si stendeva col mattarello, si metteva nella teglia imburrata, con gli avanzi si facevano striscioline da farci la guarnizione sopra.

Freddato il riso si mescola con ricotta, uova, cacio di pecora stagionato e grattugiato, pepe, tanto pepe, assaggiate il composto, aggiungete se c’è da aggiungere e versate tutto nella teglia, l’altezza deve essere di due dita al massimo, guarnitela con delle striscioline e mettete nel forno a legna.

Nel forno di casa possiamo fare circa 170° per una mezz’ora o almeno fin quando è cotta la pasta esterna e colorito il sopra.

Un consiglio, segnatevi i pesi degli ingredienti così la seconda volta che la farete sarete perfetti.

Molto spesso venivano fatti anche i becchi alla pasta come si usa per le torte lucchesi, ma se avrete messo la giusta dose di uova si può fare anche senza pasta per la gioia dei celiaci.
FONTE EZIO LUCCHESI

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