La Befana è tradizionalmente associata ad una vecchietta che gira a cavallo di una scopa e che nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio, entra nelle case dei bambini, per lasciare calze piene di dolcetti, caramelle, frutta secca, piccoli regalini e a chi è stato un po’ monello, pezzetti di carbone.
Ma dove nasce la storia della Befana? Di leggende ce sono davvero tante, ma a livello simbolico la festa della Befana rimanda all’anno che è andato via, un anno ormai vecchio, proprio come la Befana, che lascia spazio a quello nuovo. In epoca cristiana la figura della Befana va di pari passo con quella dei Re Magi, Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, che seguendo la stella cometa che indicava loro la strada, riuscirono dopo un lungo viaggio ad arrivare da Gesù Bambino e a portargli in dono oro, incenso e mirra. E la fiaba che segue, rispecchia lo spirito di entrambe le tradizioni, ognuno a loro modo ricche di magia e fascino. Buona lettura!

La storia della Befana (o almeno quella che noi preferiamo)

C’era una volta una casetta che sorgeva un po’ discosta dal villaggio.

Era una casetta piccola e un po’ malconcia, e ci viveva una vecchina che usciva ogni mattina per fare legna nel bosco.

Poi tornava a casa e si sedeva accanto al focolare insieme al suo gattino. Raramente vedeva delle altre persone: nel villaggio aveva la fama di essere una strana vecchina, un po’ maga, e nessuno si spingeva fino a quella casetta isolata, soprattutto in inverno, quando venti gelidi colpivano a raffica le regione.

Una sera, una fredda sera di gennaio, la vecchina (che si chiamava Befana) sentì all’improvviso bussare alla sua porta. Naturalmente si spaventò: chi poteva essere, a quell’ora e con quel tempo?

All’inizio non voleva aprire, ma poi la curiosità la vinse.

E, quando aprì… oh, meraviglia! Davanti a lei c’erano tre orientali riccamente vestiti, che erano scesi dai loro cammelli per chiederle la strada per Betlemme.

La vecchina era stupefatta: perché mai volevano andare a Betlemme? I tre viandanti – sì, proprio loro, i Re Magi! – le raccontarono allora che stavano andando a portare i loro doni al Bambino Gesù e la invitarono a unirsi a loro.
La Befana ci pensò un po’ su, ma… chi se la sentiva di partire con un freddo simile? Così li lasciò andare, dopo aver dato loro le indicazioni che chiedevano.

Poi però si pentì. Aveva commesso un grande errore! Presto, doveva raggiungerli!

Così uscì a cavallo della sua scopa (sì, la Befana un po’ maga lo era davvero!) per cercarli e andare con loro a rendere omaggio a Gesù, ma non riuscì più a trovarli.

Perciò ebbe un’idea: si fermò in tutte le case, lasciando un dono a ogni bambino, nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
E da allora ha continuato, anno dopo anno, a portare i suoi doni a tutti i bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

Fonte: blog.luccabimbiinfiera.com

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