Per il prossimo anno accademico domande provenienti anche da Giappone, Singapore e Hong Kong

LA SCUOLA IMT ALTI STUDI LUCCA CONFERMA LA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE

Solo il 2.5% dei candidati sarà ammesso alla Scuola

La Scuola IMT Alti Studi Lucca si conferma come Scuola di Dottorato a forte vocazione internazionale. La chiusura del bando di ammissione per l’anno accademico 2018/19 amplia gli orizzonti di crescita e di attrattività di IMT a Oriente. Per la prima volta, infatti, sono pervenute domande di iscrizione dal Giappone, paese con una grande tradizione di eccellenza scientifica, e da luoghi come Hong Kong e la città-stato di Singapore, dove da decenni si investe in maniera massiva in ricerca. Tutto questo è frutto dell’opera di reclutamento portata avanti dalla Scuola, anche attraverso la partecipazione a eventi internazionali, quali il Salone dello studio di Tokio del novembre 2017, curato dal delegato all’internazionalizzazione, professor Emanuele Pellegrini.

Le candidature per le 36 borse di studio disponibili sono arrivate da 113 paesi. Oltre alle novità rappresentate da Giappone, Singapore e Hong Kong, spiccano anche quelle di Arabia Saudita, Liechtenstein e Ungheria. In aumento le domande da Francia, Belgio, Romania, Sud Africa e Stati Uniti. Oltre il 20% delle domande proviene da studenti delle Università italiane, con una marcata predilezione per il Dottorato in Sistemi Cognitivi e Culturali che riceve il 73 per cento delle candidature.

In generale, delle 1419 candidature accettate (la seconda scrematura rispetto al totale di quelle arrivate, complessivamente oltre tremila), sono aumentate quelle dai paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), mentre sono diminuite quelle provenienti da paesi del Medio ed Estremo Oriente e dal centro Africa, a seguito anche del forte rigore nei criteri di selezione che da quest’anno, ancora più che in passato, hanno cercato di scoraggiare le così dette domande “seriali”.

Le Commissioni della Scuola cominceranno già nei prossimi giorni il processo per arrivare a selezionare i 36 candidati – solo il 2,5 % di tutti gli aspiranti – che saranno ammessi a frequentare i corsi di Dottorato per l’anno accademico 2018/2019.

«Siamo contenti che le domande siano pervenute soprattutto da paesi che vantano un’offerta formativa di alta qualità, come per esempio il Giappone – commenta il direttore Pietro Pietrini – La Scuola, del resto, ha tra i suoi obiettivi principali proprio quello di continuare a costruire rapporti sempre più stretti e diretti con i centri di eccellenza in tutto il mondo».

Il professor Pietrini esprime anche particolare soddisfazione per l’ottima risposta arrivata dai laureati italiani, che sottolinea un trend decisamente positivo. «L’attrattività del percorso di studi che IMT offre è di altissimo livello, così come l’assoluta trasparenza nei metodi di selezione, evidentemente apprezzati dai laureati delle nostre università. È giusto mettere in evidenza che, se vero che le domande provenienti da italiani rappresentano il 20 per cento del totale, è altrettanto vero che quei laureati si aggiudicano poi i due-terzi delle borse di studio che la Scuola IMT mette a disposizione, a testimonianza dell’alta qualità complessiva del sistema universitario nazionale».

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