LA POMAROLA E CONSERVA FATTA IN CASA DAI NONNI

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Ancora negli anni ’70 i miei nonni preparavano la conserva e la pomarola fatta in casa, era una cosa molto interessante ed io mi divertivo a girare con un grosso cucchiaio la conserva messa a seccare al sole più volte al giorno.20246130_1343848635714379_4250664832841307231_n
Tutto inizia dal cuocere i pomodori molto maturi interi o a pezzi all’interno della caldaia, non ricordo se mettevano il sale, suppongo di si perché è un conservante e forse lo mettevano a fine cottura.20246419_1343848632381046_725434601607373823_n
Poi dopo che mio nonno aveva cotto i pomodori venivano raccolti con un vecchio mestolo (la chiamavano “ramina” perché era fatta di rame massiccio) la mettevano nel passatutto che giravano a mano passando la polpa e le bucce rimanevano all’interno finche non comprarono una diavoleria moderna, sempre a mano che separava polpe e bucce.
la pomarola veniva messa in bottiglie, tappata ermeticamente quando scoprirono il tappo a corona, prima invece mescolavano al pomodoro l’acido salicilico che si comperava in farmacia e un goccio d’olio in cima.
Il tutto veniva ribollito per alcuni minuti nella caldaia.20264593_1343848625714380_2471482585658941773_n
Per la conserva invece veniva stesa su tavole di pioppo (non ha sapori collaterali, inclinate e veniva fatta sciugare al sole rigirandola spesso e proteggendola dalle mosche con un velo di tulle, il velo da sposa, poi messa, dopo almeno tre giorni, in barattoli con l’olio sopra assieme alla pomarola in “dispensa” la stanza più fresca della casa.
Vi giuro erano altri sapori, non sò se le conserve erano più affidabili rispetto a quelli di oggi, ma sicuramente più saporite ricetta di ezio lucchesi

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