Nella giornata di ieri la Polizia di Stato di Lucca ha deferito all’Autorità Giudiziaria un cittadino italiano di 41 anni ritenuto responsabile della ricettazione di una bicicletta elettrica e con pedalata assistita asportata in un Comune della provincia di Firenze lo scorso 25 novembre.

In mattinata il titolare di un negozio specializzato nella vendita, noleggio e riparazione di biciclette ubicato nel centro storico di Lucca contattava il numero di emergenza 112 per segnalare che poco prima si era presentato presso l’esercizio commerciale un giovane intenzionato a vendere una bicicletta elettrica che aveva al seguito, marca BCargo, per la somma di € 1.000.
Alla richiesta di esibire un documento di identità, l’uomo riferiva di esserne sprovvisto mostrando comunque dal display del cellulare una foto della sua carta di identità elettronica. Lo stesso lasciava la bicicletta presso il negozio riferendo che sarebbe ritornato verso le ore 13.00 a riscuotere la somma richiesta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ricevuta la segnalazione, ed ipotizzando che il velocipede fosse provento di furto, personale della Squadra Mobile della Questura avviava gli approfondimenti investigativi del caso.
A seguito di colloquio con il titolare del negozio emergeva che, per le particolari caratteristiche tecniche della bicicletta, la stessa non poteva che essere realizzata da un artigiano.
Si estendevano pertanto gli accertamenti alla provincia di Firenze, ed in particolare al comune di residenza dell’uomo che l’aveva portata in negozio per rivenderla.

Qui veniva rintracciato un artigiano, molto conosciuto nella zona, che produceva esclusivamente quella tipologia di velocipede. Prontamente contattato, quest’ultimo riferiva che qualche giorno prima, esattamente il 25 novembre, un velocipede avente analogo codice identificativo e il numero seriale del telaio era stato rubato proprio a sua moglie in un Comune in provincia di Firenze, fatto denunciato alla locale Stazione Carabinieri. Lo stesso precisava che il valore del mezzo si aggirava tra i 4000 ed i 4500 euro.

Veniva pertanto organizzato un servizio con personale in abiti civili all’interno del negozio di biciclette al fine di verificare se l’uomo che aveva portato la bicicletta vi sarebbe ritornato per riscuotere. Effettivamente, intorno alle 13.00 si presentava lo stesso individuo giunto nella mattinata, ignaro del fatto che all’interno del negozio, vi fossero ad attenderlo degli agenti in borghese che si stavano fingendo dipendenti.

Il soggetto, alla presenza dei poliziotti, chiedeva al proprietario se l’”affare” potesse andare a buon fine, sollecitando il pagamento dei 1000 euro in cambio della bici. A quel punto gli operatori della Squadra Mobile intervenivano e si qualificavano, fermando l’uomo ed accompagnandolo in ufficio per la compiuta identificazione.

Da ulteriori accertamenti emergeva che il ricettatore, 41 enne residente nel fiorentino, a metà novembre era stato denunciato a Firenze per analogo reato e che lo stesso era sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di firma nel Comune di residenza per un tentato furto in abitazione.

L’uomo veniva quindi deferito alla locale A.G. per ricettazione e segnalato al Tribunale di Firenze, A.G. emittente delle misure cautelari, ai fini dell’adozione di misura coercitiva.

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