La piazza coperta di San Concordio convince la rivista specializzata Platform: il progetto di Pietro Carlo Pellegrini modello di rigenerazione dello spazio pubblico

Il progetto della riqualificazione dell’area ex Gesam di San Concordio conquista un focus di quattro pagine sull’ultimo numero del bimestrale di settore Platform – Architecture and design dedicato alla rigenerazione. La rivista, distribuita a livello internazionale dal 2015, si occupa della lettura critica delle tendenze del dibattito contemporaneo su architettura, design e interni.

Il lavoro per il quartiere di San Concordio, firmato dall’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini, è divenuto così parte di una narrazione che prende le mosse dalla volontà di “raccogliere lavori, visioni e progetti di tanti autori, in Italia e nel mondo, che guardano ancora all’architettura come a una sfida e a un processo di ricerca in cui il linguaggio e le sue possibili imperfezioni sono ragione di una forma di sperimentazione costante a cui tendere in un tempo di così profonde trasformazioni”, come ha scritto nell’editoriale il direttore Luca Molinari.

L’intervento di recupero dell’area dell’ex gasometro, sulla quale insistevano le fondamenta di un parcheggio interrato non concluso, punta a restituire a San Concordio uno spazio pubblico coperto e un centro civico con terrazza. Un recupero che si inserisce nella più ampia progettazione di ricucitura dei Quartieri social, risultati vincitori del bando nazionale periferie promosso dal governo su spinta dell’architetto e senatore Renzo Piano.

L’approfondimento di Platform evidenzia l’indagine condotta da Pietro Carlo Pellegrini per “costruire nel costruito” e restituire al quartiere un luogo collettivo che sia, al contempo, cerniera di connessioni con la stazione ferroviaria e con le Mura urbane. Il modello ispiratore dell’architetto, si legge sulla rivista, è quello della “casa nella casa”: la grande pensilina, in quest’ottica, ha la funzione di tenere insieme tutte le parti che sorgono e si muovono al di sotto. È sottolineato il riferimento all’architettura industriale grazie all’impiego di vetro e metallo, materiali costitutivi di un’opera unita e coordinata dal monocolore bianco, protagonista assoluto del progetto.

Pietro Carlo Pellegrini aveva già anticipato il carattere del progetto per rigenerare l’area ex Gesam nell’ambito di ArchInTrend, un ciclo di conferenze realizzate lo scorso novembre da Platform in collaborazione con Made Expo, la fiera internazionale biennale dell’edilizia e delle costruzioni di Milano. L’occasione è stata utile per inquadrare l’intervento della piazza coperta in relazione al recupero dell’edificio di archeologia industriale, della memoria dell’antico porticciolo fluviale e degli spazi adiacenti a nord dell’area, oggetto di un ulteriore progetto di riqualificazione del Comune di Lucca attraverso la partecipazione al Pinqua, il programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.

Platform fa parte dell’Adi, l’associazione per il disegno industriale che dal 1956 riunisce progettisti, imprese, ricercatori, insegnanti, critici e giornalisti nel nome del design. La pubblicazione, inoltre, è media partner del premio di architettura Leaf international, che ogni anno riconosce il progetto architettonico più innovativo e punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale, di Popai Italia e della Society of british design.

 

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