LA PASTA ALLA LUCCHESE

per favore non scriviamo che questa è una Amatriciana, quella è un’altra cosa, sembrerebbe simile ma non sono nemmeno parenti, questa è una pasta della campagna lucchese, di contadini.
La pasta possibilmente fatta in casa, con le uova o senza non ha importanza, la farina un pò rustica, tipo “0”, prendetela a un molino.
Ci vogliono almeno 50 gr di mezzina o pancetta stesa che dir si voglia, a persona, quella col pepe sopra, e magari anche un “cornocchio di salsiccia” per completare i sapori, tritatela a dadini molto fini, quasi un macinato, mettetela a soffriggere con una cipolla lucchese tritata per ogni commensale in un tegame con un giro d’olio.

Muovete sempre, non fate bruciare, a fuoco basso fate appassire, sfumate con mezzo bicchiere di vino rosso, aggiungete ora due pomodori a persona, spappolati con le mani, maturissimi, salate se ce n’è di bisogno e pepate a volontà, cuocete a lungo, anche per un’ora.

Lessate la pasta molto al dente, scolatela e mettetela nel tegame del sugo che non deve essere troppo asciutto, finite di cuocere aiutandovi con un pò d’acqua di cottura se serve.
Poi nel piatto ogni commensale verserà del cacio pecorino molto stagionato in quantità a piacere.
A questa ricetta volendo si possono aggiungere anche dei funghi porcini piccoli oppure galletti (finferli) ma anche pioppini, ma questa è un’altra ricetta.
FONTE EZIO LUCCHESI
 

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