Scuola: la nuova “Frediani” sarà un polo verticale con asilo, elementari e distaccamento delle superiori, palestra e spazio ricreativo all’aperto. Via libera all’iter progettuale

Scuola primaria, scuola dell’infanzia, tre aule separate e autonome per le eventuali esigenze del vicino istituto professionale, una palestra coperta, un campetto per le attività all’aria aperta a disposizione degli studenti e di tutti i giovani del capoluogo. È la nuova “Ermenegildo Frediani”, «scuola che non solo tornerà nella propria sede storica», dicono il sindaco Riccardo Tarabella e l’assessore alla pubblica istruzione Giuliano Bartelletti, «ma che sarà sempre più strategica nel sistema scolastico del Comune di Seravezza».

A giorni partirà l’iter per la progettazione del nuovo plesso, inagibile dal luglio 2018 a seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica disposte dall’Amministrazione comunale. Si inizierà con un’indagine di mercato per selezionare i professionisti che saranno poi invitati alla gara per la progettazione architettonica ed ingegneristica. L’obiettivo non è solo quello di risolvere le carenze strutturali dello storico edificio di via Vittorio Veneto, ma di realizzare un polo didattico più completo, accogliente e sicuro rispetto al precedente. «Nell’incontro di maggioranza di giovedì sera abbiamo definito le linee guida da trasmettere ai candidati progettisti», spiega il sindaco Tarabella. «Partendo da un budget ipotizzato di circa due milioni di euro – equivalente ai costi della messa in sicurezza sismica – chiediamo ai tecnici di proporre soluzioni che consentano di ospitare nel nuovo plesso un ciclo completo di scuola primaria (cinque aule e due laboratori), una scuola dell’infanzia (tre aule), almeno altre tre aule da mettere eventualmente a disposizione del vicino istituto professionale, una palestra coperta e, infine, un cortile esterno che possa essere frequentato dai giovani del paese, ad oggi privi di uno spazio per le attività ricreative e sportive. È la conferma di ciò che abbiamo sempre detto, ovvero che la “Frediani” non è morta. Bisogna solo essere fiduciosi ed avere pazienza: la scuola tornerà ad essere un punto di riferimento per le famiglie del capoluogo».

Il trasferimento della primaria a Ripa ha influito negativamente sulle iscrizioni, che per il nuovo anno scolastico sono pressoché nulle. «La chiusura della sede di Seravezza è stata un atto doloroso ma dovuto, un’assunzione di responsabilità da parte nostra e un atto concreto di tutela della sicurezza dei bambini», dice l’assessore Bartelletti. «Era logico attendersi un contraccolpo sulle iscrizioni, registrato già lo scorso anno e legato anche a fattori più generali di carattere demografico. Ci auguriamo comunque che da qui all’inizio del nuovo anno scolastico la situazione si possa recuperare. I margini ci sono perché, come ci conferma la direzione dell’Istituto comprensivo, la popolazione scolastica nel nostro Comune non si è ridotta ed anche le iscrizioni alle prime classi non si discostano granché da quelle abituali e attese. La vera novità è rappresentata da alcune dinamiche tutte interne al nostro territorio, con un consistente travaso di iscrizioni dalla “Frediani” alla “Don Milani” di Marzocchino, con quest’ultima che quasi raddoppia i bambini delle prime. Per il resto: timidi segnali di ripresa per la “Rodari” del Frasso, dove confidiamo di poter arrivare alla costituzione di una prima; bene la scuola media “Pea” con 99 nuovi iscritti; ottimo andamento per il “Marconi”, che di anno in anno prosegue il trend di crescita. Non è un caso che nell’ipotizzare il nuovo polo della “Frediani” abbiamo indicato di riservare tre aule proprio per il professionale».

La “Frediani” è inserita nella graduatoria del piano regionale per la ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico delle scuole. Passando da un quadro progettuale di massima a un progetto di ristrutturazione più puntuale, come quello che verrà presto realizzato, la scuola guadagnerà posizioni in graduatoria e vedrà aumentare le chance di vedere finanziate le opere.

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