La notte magica di San Giovanni.

A sei mesi dal Natale si celebra la nascita di San Giovanni Battista, l’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra il giorno della nascita terrena (24 giugno), oltre a quello del martirio (29 agosto)
Si perde nella notte dei tempi l’usanza, ormai quasi dimenticata, di fare il mazzo di erbe di San Giovanni.
Questa usanza deriva da antichi riti solstiziali e vede attribuire poteri e virtù ad erbe e fiori raccolti ancora bagnati dalla rugiada, con i quali, oltre che seccarli per ogni evenienza, se ne poteva fare un’acqua medicamentosa mettendole in un bacile e tenendole a mollo per tutto il giorno.
I riti tradizionali cominciavano la notte del 23 con la preparazione dell’acqua di San Giovanni, esponendo all’aperto, alla benedizione del Santo, una bacinella colma d’acqua e di fiori che variano da zona a zona: di rigore la lavanda, la ruta, il rosmarino e l’iperico. La mattina poi, con l’acqua profumata ci si sciacquava viso e occhi per lavare via ogni negatività.
Inoltre si diceva che era consigliabile bagnarsi a lungo anche con la rugiada mattutina perchè “La guàza ad S. Zvàn la guarèss da ogni malan” ( la guazza di S. Giovanni guarisce tutti i malanni).”

Share