NOTA DEL CURATORE, ALDO TARABELLA, direttore artistico del Teatro del Giglio di Lucca

 

Il Teatro del Giglio raccoglie il testimone lanciato dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dal Comune di Lucca, e si propone come partner attivo nella composizione della mostra “Sogno un teatro che dia coraggio” dedicata a Peter Zadek. Mette a disposizione del ricordo di questo grande artista i suoi spazi, in particolare il Teatro di San Girolamo, e le sue professionalità nella realizzazione artistica, tecnica e logistica della mostra.

La mostra è dedicata ai principali spettacoli portati in scena da Peter Zadek, con materiali fotografici e video della sua opera dal 1966 agli anni 2000 tra teatro, lirica e cinema, da cui si può estrapolare il grande senso innovativo della sua poetica e regia, che reca i segni della sua cultura originaria di tedesco di origine ebraica emigrato a Londra durante il nazismo e poi tornato nel continente nel secondo dopoguerra.

Un esempio tra tutti, la rappresentazione tedesca del “Miracolo a Milano”, tradotto appositamente per la sua messa in scena: particolare che esprime la sua predilezione sotto il profilo umano e artistico verso l’Italia. Due capitoli speciali della mostra, con larga documentazione, sono dedicati a La Dodicesima Notte e a Racconto d’inverno, opere shakespeariane di cui è importante sottolineare lo speciale lavoro di traduzione dall’inglese al tedesco di Elisabeth Plessen per le messe in scena di Peter Zadek. Particolare attenzione è dedicata al Berliner Ensemble, il teatro tedesco che fu il teatro di Bertolt Brecht e Kurt Weill, in cui Zadek si inserì come co-direttore insieme ad altri quattro intellettuali tedeschi, formando uno dei gruppi storici del teatro europeo.

 

Attraverso i materiali fotografici della mostra, sarà evidenziata tutta una serie di similitudini tra i paesaggi e gli scorci della natura dei dintorni di Lucca e le messe in scena di Peter Zadek.

In cerca di un rifugio dove ritemprarsi e rigenerare le energie creative tra un lavoro e l’altro, Peter Zadek arrivò a Vecoli (Lucca) su consiglio di un suo conoscente e dagli anni Ottanta la casa tra le colline divenne il suo punto di riferimento, soprattutto nei mesi estivi. Un luogo di relax, ma anche di creazione e di raccolta di ispirazione, dove venivano a visitarlo amici e partner artistici in vista delle nuove produzioni. Le passeggiate nella natura tra la Garfagnana e il lago di Massaciuccoli, gli scorci e le persone nella città di Lucca sono state per Zadek preziose fonti di spunti scenografici e interpretativi: il Figaro della sua messa in scena delle Nozze di Figaro mozartiane del 1983 è ispirato al suo barbiere allora in via San Paolino e gli alberi di Villa Rossi a Gattaiola sono nella scenografia del IV atto; lo sfondo del Giardino dei Ciliegi di Checov molto deve ad uno scorcio presso la chiesa di San Martino in Vignale; le cave dismesse della Garfagnana sono fonte di un’idea per Ascesa e caduta della città di Mahagonny; il Caffè Nella allora in piazza San Giusto offriva una sosta familiare in cui poter parlare con la gente e scoprire i piccoli preziosi dettagli interessanti della vita di ogni giorno.

 

In occasione di questa mostra, oltre ai materiali fotografici e video, saranno esposti materiali come bozzetti originali, oggetti di scena, costumi conservati negli anni nella casa di Vecoli, ad offrire testimonianza dell’attività creativa di questo artista.

Nell’aver approfondito la conoscenza di questo grande uomo di teatro, ci siamo resi conto che Peter Zadek è “uno di noi”: ha amato il territorio in cui ha vissuto, ha lavorato sempre per condividere con gli altri, ha avuto coraggio nell’innovazione, è stato un profondo provocatore, ha saputo muoversi in un terreno di multidisciplinarietà.

 

 

 

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Due momenti della conferenza stampa di presentazione della mostra

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Peter Zadek e la compagna Elisabeth Plessen, attrice e scrittrice, negli anni Ottanta

 

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