LA MERKEL DICE ”NO!” AL SALVATAGGIO STATALE DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO

SOSPENDENDO IL BAIL IN: E’ LA FINE DELL’ITALIA

 

Renzi – che deve aver perso lucidità – parla di un “buon Consiglio europeo” e di “consapevolezza” tra i leader nazionali della necessità di un rilancio dell’Ue. Ma alla fine nella conferenza stampa conclusiva del premier, dopo la due giorni di Bruxelles, l’attenzione non viene riposta sulle conseguenze del Brexit nella Ue, ma sulla italianissima questione delle banche d’Italia quasi tutte a un millimetro dal dissesto e al botta e risposta con Angela Merkel.

Nell’incontro con al stampa, la Merkel ha posto chiaro e tondo uno stop all’ipotesi di Renzi di modifica delle regole del bail in per permettere all’Italia “eventuali” – ovvero certi –  interventi per la stabilizzazione del sistema bancario dopo il Brexit.

“Abbiamo lavorato per darci regole comuni su risoluzione e ricapitalizzazione delle banche, e non possiamo cambiare le regole ogni due anni. Le basi attuali offrono spazio per rispondere alle necessita di specifici Stati membri”, ha detto la Merkel.

In sostanza, è un no secco all’intervento del Tesoro italiano nei capitali delle banche italiane a partire da Unicredit ma comprendendo anche Mps, Banca Intesa, Ubi, e le Popolari per evitare il fallimento dato che dopo i crolli azionari di questi giorni hanno tutte il capitale ridotto quasi a zero e quindi da aumentare per miliardi o chiudere i battenti, ovvero il bail in rasa tutto, dai conti correnti, alle azioni, a tutte le obbligazioni d’ogni ordine e grado.

Pronta (e un po’ stizzita) la risposta di Renzi. “Devo confermare quel che ha detto Angela Merkel: nessuno di noi vuole cambiare le regole, sono state cambiate nel 2003 per superare il tetto del 3% e Berlusconi accettò di violare le regole per fare un favore a Francia e Germania. Noi – ha aggiunto – abbiamo grande capacità di rispettare le regole e continueremo. Gli ultimi a non rispettare le regole sono stati i tedeschi, grazie alla generosità di Berlusconi” che ora per Renzi improvvisamente diventa un simbolo di “bontà” e “generosità” da sbandierare sul muso della Merkel.

E comunque ha concluso Renzi “è da 4 giorni che non parliamo di altro che di banche. Basta con questa continua discussione ‘Tizio ha detto questo e Caio l’altro’, perché è un atteggiamento di subalternità. Non siamo qui a prendere le lezioni dal maestro”. Anche perché il governo, ha rivendicato il premier, ha “messo il sistema bancario in sicurezza” e “fatto pulizia nel settore del credito”, in particolare con la riforma delle popolari, che è stata non un “piacere alle lobby” ma “nell’interesse dei correntisti”.

Renzi non prevede impatti negativi rilevanti dalla Brexit per l’economia italiana, previsione che è smentita dai fatti, guardando al precipizio in cui sono schiantate tutte le banche del Paese in soli sei giorni.

La Borsa di Milano ha perso il 30 per cento del suo valore dall’inizio dell’anno ed i titoli bancari sono in caduta libera dopo l’annuncio del risultato del referendum sulla Brexit; in media hanno perso il 10 per cento con punte del 13,34 per Monte dei Paschi di Siena.

Il governo Renzi, prima del colossale “no!” di oggi pomeriggio della Merkel, aveva allo studio diverse opzioni: innanzitutto una sospensione di sei mesi o almeno una applicazione meno rigida delle norme concernenti il “bail-in”, che penalizzano soprattutto gli istituti di credito italiani, poi pensava ad una garanzia pubblica per le emissioni obbligazionarie delle banche sottoscritte dalla Cassa Depositi e Prestiti e dal Tesoro; infine, nelle prossime settimane voleva rafforzare il fondo di aiuto al settore bancario Atlante.

Tutto bloccato dal diktat tedesco di Angela Merkel.

Ora cosa accadrà? Delle due l’una: Renzi vara lo stesso gli aiuti di stato alle banche italiane e di fatto è come se avesse deciso l’Italexit oppure Renzi s’inchina per l’ennesima volta alla Germania e allora bail in globale delle banche italiane, col Paese che di fatto dichiara fallimento.

Ora, è questione di giorni, se non di ore.

Fonte: Il Nord

fonte stopeuro

Share