La Libertas centra i playoff, Romani: “Siamo soddisfatti del nostro percorso”

LUCCA – Il 15 maggio inizieranno i playoff del campionato di Serie C Silver e la Libertas Basket Lucca ha già

strappato un biglietto, con tre partite di anticipo, per andarsi a prendere un posto in Serie C Gold. Un

risultato davvero importante per una società che si affaccia per la prima volta in assoluto a questa categoria

e che, solo due anni fa, si trovava al penultimo posto del campionato di Serie D in lotta per la salvezza. Negli

ultimi due anni, però, la società biancorossa ha deciso di avviare un percorso di crescita, sotto la guida

tecnica di coach Maurizio Romani, e i risultati non si sono fatti attendere. L’anno scorso la squadra ha vinto,

contro ogni pronostico, il campionato di serie D e quest’anno è riuscita a collezionare, almeno finora, la

bellezza di 11 vittorie nel campionato di Serie C Silver affrontando società con un vissuto cestistico di alto

spessore.

Romani

Coach Romani, come valuta la stagione della sua squadra?

“Senza dubbio siamo soddisfatti del percorso fatto. Ci siamo confrontati con un campionato che, almeno

sulla carta, doveva essere proibitivo per noi. Molti dei pronostici di inizio stagione ci davano come la

“cenerentola” del nostro girone e invece siamo ad aprile e parliamo di qualificazione ai playoff per un

possibile posto in C Gold”.

Cosa ne pensa della crescita dei tre nuovi innesti?

“Sono scommesse sulle quali abbiamo deciso di puntare fin da subito e che abbiamo vinto. Raffaelli, da me

fortemente voluto nel roster, si è rivelato un giocatore con un impatto importante nel campionato. Lo

stesso vale per Tellini che, seppur all’inizio abbia fatto un po’ di fatica a rivestire un ruolo di leadership,

nella seconda parte del campionato ha dimostrato in campo un altro tipo di presenza. Infine Masini,

giocatore proveniente dalla promozione e dalla prima divisione, si è ritagliato un ruolo importante

all’interno della squadra”.

E’ stato difficile per la squadra il doppio salto di categoria?

“Certo. All’inizio alcuni giocatori hanno avuto difficoltà a rapportarsi con il doppio salto di categoria.

Soprattutto per il cambio di ritmo, di fisicità e di esperienza. Si sa che, a questo livello, se si perde anche

solo un niente sui tiratori questi poi puniscono con canestri sicuri. Alla fine, però, eravamo consapevoli che

avremmo trovato un livello agonistico alto e ci siamo impegnati per ridurre al minimo il gap con le altre

squadre”.

Qual è il vostro segreto?

“Il nostro “segreto”, se così vogliamo dire, sta nel modo con cui ci alleniamo e prepariamo le nostre partite.

Tre allenamenti settimanali, molto intensi, di due ore ciascuno a fianco di uno staff ben preparato. A questo

proposito ci tengo a ringraziare il lavoro tecnico svolto dal mio vice, Giulio Bernabei, con il quale

prepariamo settimanalmente le partite ad un livello professionale. Una preparazione scrupolosa che però

ha bisogno di giocatori ricettivi in grado di trasformare le nozioni che gli diamo in prestazioni tattiche

concrete”.

Quali sono, invece, i vostri punti di forza?

“I nostri due punti di forza sono indubbiamente la difesa e la caratteristica di non mollare mai. Per fare

questo è necessaria però una buona preparazione fisica. Per questo mi voglio congratulare con il nostro

preparatore atletico Nicola Cortopassi per il suo lavoro svolto sui ragazzi”.

Inutile dire che hanno pesato, e non poco, gli infortuni nella vostra stagione…

“Effettivamente non è stata una stagione facile sotto questo punto di vista. Ci siamo presentati in diverse

partite con i nostri giocatori di riferimento, o fuori per infortunio o in campo ma in condizioni fisiche

precarie. Questo fatto ci ha penalizzati, ovviamente, ma ha anche creato i presupposti per una crescita di

gruppo. Altri giocatori, infatti, sono stati chiamati ad assumersi maggiori responsabilità in campo. La loro

bravura è stata proprio quella di tirar fuori prestazioni di alto livello in situazioni di emergenza”.

E’ stato accolto il suo appello alle giovanili a sostenere sugli spalti le altre categorie e, soprattutto, la

prima squadra?

“L’appello che ho lanciato ai ragazzi è stato indubbiamente accolto e sono contento che la squadra abbia

sempre sfoderato prestazioni all’altezza nei momenti in cui ha chiamato a raccolta il suo pubblico. I ragazzi

delle giovanili che vengono a tifarci sugli spalti, con cori positivi e mai offensivi, vedono in campo un gruppo

di atleti che si tuffa su ogni pallone, difende e mette il cuore oltre l’ostacolo. Il tutto con grande

applicazione. Si tratta di aspetti del nostro gioco che è impossibile non riconoscere dalla tribuna”.

Nella seconda fase come vi siete trovati ad affrontare squadre decisamente più offensive?

“Ci sono un paio di squadre nel nostro girone, specie Fucecchio e Pescia, che sono state costruite con altri

obiettivi stagionali. Si tratta di squadre ben strutturate e di talento. Noi ce le siamo trovate di fronte in

questa seconda fase ma abbiamo continuato ad essere noi stessi in campo. Non abbiamo mai accettato i

ritmi avversari e, attraverso la nostra applicazione difensiva, abbiamo sempre imposto il nostro gioco”.

Qual è il vostro obiettivo nei play-off?

“Prima ci sono due partite da giocare ancora in questo girone. Il nostro obiettivo è chiaramente arrivare

secondi anche se è ancora presto per ragionare in termini di accoppiamenti favorevoli nei playoff. Di sicuro

incontreremo squadre provenienti da una fascia superiore alla nostra quindi più forti e strutturate. Le

affronteremo, però, consapevoli che la pressione sarà tutta dalla loro parte. Noi giocheremo, come sempre,

al massimo delle nostre potenzialità sperando di arrivare al 15 maggio nelle migliori condizioni fisiche

possibili”.

Per chiudere, due parole per la società biancorossa…

“Non abbiamo un vissuto alle spalle in questa categoria. Siamo come una start-up per cui è necessario che

tutti diano e facciano di più. La nostra società però è cresciuta quest’anno, di pari passo con la squadra, sia

in termini di organizzazione che di impegno con l’ingresso di nuove persone. Si tratta di un percorso che

deve necessariamente continuare perché abbiamo notevoli margini di miglioramento. L’importante è che

venga sempre riconosciuto il lavoro che facciamo”.

Andrea Cosimini

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