LA GARMUGIA LUCCHESE

Questa ricetta l’ho presentata in televisione anni fà cucinandola in diretta ed ebbe molto successo tra il pubblico presente e lo staff televisivo, oggi si cucina a Lucca in pochi ristoranti che presentano solo ricette tipiche lucchesi.
Questa ricetta sembra fosse già in uso nelle famiglie nobili lucchesi nel XIII secolo, la usavano appunto i nobili come pasto serale e veniva dato anche alle puerpere e ai malati per aiutarli nell’alimentazione.

Il fattore di fibre che apporta una porzione al nostro organismo è il fabbisogno di una giornata, quindi è un piatto completo ed estremamente salutare in particolar modo per chi fà lavori sedentari, può essere il piatto che si mangia a mezzogiorno nella pausa pranzo per poi tornare in ufficio e nelle alimentazioni controllate, è un piatto che si cucina solo a primavera esclusivamente con prodotti freschissimi.

Ingredienti:
3 cipolline novelle. 1 tazza di carciofi. 1 tazza di pisellini freschi. 1 tazza di baccelli freschi (fave). 1 tazza di punte di asparagi. 100 gr. di carne di vitella macinata. 50 gr. di mezzina, un litro di brodo. 2 fette di pane casalingo. Olio d’oliva extravergine Sale.
In un tegame fate rosolare, in 4 cucchiai d’olio, le cipolline tagliate a fettine e la pancetta tritata fine. Appena le cipolline appassiscono unite anche la carne macinata e dopo alcuni minuti aggiungete tutte le verdure (i carciofi puliteli e tagliateli a piccoli spicchi). Salate poco perché dovete sentire i sapori dell’orto e non la sapidità del sale, fate insaporire per qualche minuto quindi versate il brodo vegetale. Fate bollire almeno 20 minuti, o comunque fino a completa cottura delle verdure che devono rimanere sode. Servite la garmugia con crostini di pane toscano tostato e tagliato a dadini, un giro d’olio extravergine di contadino, e per chi ce la vuole, ma non è indispensabile, una grattata di pepe.
Il piatto può essere abbastanza “brodoso” o un pò più asciutto a seconda dei vostri gusti, ma comunque umido a sufficienza da bagnare il vostro pane.
FONTE EZIO LUCCHESI

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